21 luglio 2008

SARDEGNA 2008 - GIRANDO PER ALGHERO

E dopo tutto questo mare, una nuova passeggiata (devo ancora una volta ringraziare Claudia per aver assecondato tutte le mie smanie di rivedere - e di volerle far conoscere - i luoghi che avevo già visitato o frequentato durante il servizio di leva. Devo dire che, oltre la tappa obbligatorio-sentimentare di Sassari, tenevo particolarmente a farle conoscere i due gioielli (architettonico e naturale) della fascia costiera della Sardegna che dall'estrema punta nord-occidentale scende verso Bosa e gli stagni di Cabras e Mistras, popolati da fenicotteri rosa: Alghero e Stintino.
Cominciamo, quindi, dalla splendida Alghero, che raggiungiamo dopo meno di un'oretta e mezza di macchina e dopo aver costeggiato per chilometri le tenute dell'Azienda Vinicola Sella & Mosca. Posteggiamo proprio davanti all'Acquario, dove ci accoglie una solerte posteggiatrice "schizzata": infatti al Alghero non si usa il parcometro ma ci sono gli ausiliari del traffico che, ognuno "coprendo" il marciapiede assegnatogli, incassano il pagamento per la sosta (a Roma nelle casse entrerebbe ben poco); il bello è che per soste lunghe si paga subito mentre per soste temporanee (tipo per riprendere i bambini all'uscita da scuola) si paga la frazione di ora quando si va via (!!!): quindi in occasione dell'uscita degli scolari l'ausiliare del traffico è costretto a correre su e giù all'impazzata tra auto che partono ed altre che arrivano (a Roma NON sarebbe possibile). In più fanno continuamente su e giù per verificare le scadenze dei pagamenti delle auto in sosta: un lavoraccio !!! Accaldati al solo seguire con lo sguardo l'ausiliaria, alla quale abbiamo pagato quasi 6 ore di sosta, ci prendiamo un ottimo caffè shakerato (in Sardegna non sembra esistere il caffè freddo) ed iniziamo il giro della splendida Alguer, un pezzetto di Catalogna in territorio italico. La città, in effetti, fondata nell'XI° secolo dalla famiglia genovese dei Doria, divenne nel 1300 praticamente una città catalana: catalana fu, infatti, grazie a Pietro IV°, sovrano d'Aragona che ve la trapiantò, la maggior parte della popolazione (anche se sembra si trattasse di ex detenuti e prostitute catalani graziati dalle autorità ma espulsi dalle loro terre). E, tuttora, per le scritte delle vie e per i discorsi confidenziali tra gli algheresi, la lingua utilizzata è il catalano antico (addirittura tutti gli atti pubblici, come da accordi con lo Stato Italiano, la Comunità Europea e la Regione Autonoma della Sardegna, ai fini della "salvaguardia e valorizzazione della minoranza linguistica" sono redatti in italiano e nella variante algherese del catalano).
Le prime foto non possono che essere per la torre ed il cannone a guardia dei bastioni del XIII° secolo (con il trenino elettrico che porta a spasso i turisti per il centro storico della città)
Sullo sfondo, a sinistra, lo splendido promontorio di Capo Caccia
E questo è lo splendido mare (pieno di pesci) nel centro di Alghero
Iniziamo la passeggiata lungo i Bastioni per arrivare al porto turistico ed entrare, di lì, nel centro storico
Nella cattedrale di Santa Maria (dalla bruttissima facciata neoclassicheggiante) ci sono un pulpito ed il presbiterio scolpiti in uno splendido marmo rosso intarsiato
Mentre nelle stade del centro troverete decine di negozi che vendono oggetti di preziosissimo corallo rosso, di cui Alghero è uno dei maggiori centri produttivi mondiali
Si incontra poi la splendida cupola, a maioliche policrome, della chiesa di San Michele (il cui restauro è terminato nel 2007)
Ci imbattiamo di nuovo in un trenino di turisti che ci fa ritardare soltanto di qualche secondo l'ingresso al ristorante "Al Tuguri"
E proprio al Tuguri, un locale particolare che si sviluppa su tre livelli verticali e con la cucina a vista, viviamo una bella esperienza culinaria, grazie allo chef Benito Carbonella, un tipo da tutti descritto come un po' scorbutico e che, si capisce, vuol sempre aver ragione lui; ma la fortuna gioca dalla nostra: siamo infatti i primi clienti ad entrare a pranzo nel suo locale ed abbiamo modo, prima di effettuare le ordinazioni, di farci qualche bella chiacchierata. Questo permette allo chef di "sciogliersi" un po', tanto che verrà spesso a coccolarci durante il pranzo (soprattutto per presentarci le portate e spiegare le varie preparazioni), mentre gli altri commensali (se non una coppia di spagnoli) non riceveranno lo stesso "servizio". Addirittura, a fine pasto, ci regala un piccolo volumetto illustrato di ricette della tradizione algherese. Peccato che la nostra sia soltanto una "toccata e fuga" perchè il locale meriterebbe almeno un'altra visita (quantomeno per l'aragosta). Noi, invece, abbiamo scelto due menu degustazione: Claudia "di mare" ed io "di terra". Inizio quindi ad illustrarli: l'antipasto di Claudia ("Sinfonia del mare") era composto di 5 gustosissimi assaggi di pesce crudo: carpaccio di polpo, filetto di gallinella marinato con zucchero di canna ed aceto (il migliore !!), insalata di mare agli agrumi, bottarga di muggine su fetta di limone, pane carasau con mousse di spigola;
mentre il mio era un carpaccio di vitellino con speck magro, altrettanto saporito.
Il mio primo era una pasta, non ricordo il nome, con ricotta salata, erbette, pepe, limone e pomodoro a crudo: un tripudio di sapori contrastanti che si amalgamavano alla perfezione.
Claudia opta per una pasta con cozze, piselli e pomodoro.
Il secondo di Claudia è un trittico di pesce: spigola alle mandorle e pinoli, gallinella al sesamo; ed un trancetto di spada alle erbe, pinoli e pomodoro.
Mentre il mio, non in foto, è una tenerissima braciola di vitellino. Di dolce a Claudia viene portata una Crema Catalana (in verità molto più simile ad un crème caramel), con tanto di zolletta di zucchero "in fiamme" (stranamente in foto non si vedono) ed a me una fetta di torta con crema e pesche.
Tutte, ma proprio tutte, le materie prime del ristorante sono di livello eccelso; estremamente cortese il servizio e piacevole l'ultima chiacchierata con lo chef.
Terminando la passeggiata per una Alghero deserta, ed avendo ancora un'oretta di posteggio pagato, entriamo a curiosare nell'Acquarium (ci saremmo volentieri tuffati in qualche vasca, non in quella degli squali o quella dei Piranha, ovviamente...).
Ad esempio in quella della testuggine ballerina
ma non in quella del velenoso Pesce Pietra e a dir la verità neanche in quella della Murena Verde Tropicale
Ho già detto di piranha e squali.....

Una simpatica stella marina danzante ci da il saluto, visto che ci andiamo a buttare un paio d'ore sulla bianca spiaggia di Maria Pia (il nome della località, non della proprietaria) circondata da una freschissima pineta che arriva a 20 metri dal mare, proprio di fronte al faro.
Arrivederci Alghero....
Posta un commento