02 maggio 2007

DI NUOVO IN UMBRIA

E finalmente un po' di ferie (meritate ?!?)
Dovendo dare una parvenza di abitabilità a casa, e dovendo oramai cacciare le scimmie dal giardino, incolto dallo scorso anno, si torna ogni tanto anche a passeggiare lungo le rive del Trasimeno (questa è la rocca di Castiglione del Lago)
circondata da alberi dall'aspetto forse un po' tetro ma affascinante
e da una campagna bella da togliere il fiato (uno scorcio del Lago di Chiusi e del paesetto di Gioiella).
Tramonto su Montepulciano.
Un casale da sogno tra Porto e Gioiella.

Con l'occasione si va a visitare lo splendido borgo medievale di Corciano (uno dei Borghi più belli d'Italia), che da solo vale tutto il viaggio. Eccone alcuni scorci...



















C'è anche un "prete fantoccio" (senza allusioni maliziose :-D) affacciato alla finestra.

L'ascensione della Vergine, dipinto del Perugino.


Ed ora la recensione su Il Convento, il ristorante "testato" lungo le mura di Corciano (che si trova lungo la superstrada che collega il Trasimeno a Perugia): ci si mangia quasi per forza perchè all'interno del borgo non ci sono trattorie, pizzerie o ristoranti ma l'esito è pienamente soddisfacente. Si seguono le mura del borgo fino ad arrivare all'antico convento francescano (che tra un annetto sarà anche albergo di lusso, i lavori di adattamento sono in corso): si presenta con un bello spiazzo in cui sono sistemati degli ombrelloni (ma le sale interne sono altrettanto belle, anche se un po' "scure").
Io prendo un risotto al Sagrantino e tartufo (ottimo ed equilibrato nei sapori - soprattutto il tartufo non prevarica sul resto - e la cottura del riso è perfetta; la cameriera, correttamente, ci precisa che c'è da aspettare dai 15 ai 20 minuti per la preparazione) e di secondo faraona alla ghiotta (due pezzi di faraona serviti su due crostoni toscani ai fegatelli, veramente notevoli... meglio di quelli della suocera :-D); Claudia opta per degli Umbricelli (pasta acqua e farina dello spessore, a differenza dei "pici" mangiati da Lillo Tatini (di cui parlerò sotto), leggermente inferiore a quello dei bucatini) con pecorino di fossa e lardo di Colonnata (ottimo e saporitissimo piatto anche questo) e, a seguire, un filetto di maialino al lardo di Colonnata (tenerissimo e gustoso). Con acqua, due caffè e un Rubesco di Lungarotti (da 375 cl), € 60,50, ottimamente spesi.
E, tanto per rispettare le tradizioni, che non vanno mai tradite (soprattutto quelle gustose !!!), si torna da Patrizia, al ristorante Lillo Tatini, nell'altrettanto splendida Panicale (patria di Masolino, altro celebre pittore della zona).
Siamo, stranissimo caso, gli unici avventori a pranzo e quindi sia Patrizia che il marito, dopo averci fatto accomodare nella freschissima verandina, sono liberi di poter fare delle belle chiacchierate con noi durante il pranzo.
Interessante il fatto che a dicembre scorso Patrizia abbia anche aperto un Wine bar (gestito dai figli) proprio di fronte il ristorante, nella splendida piazzetta medievale (mentre hanno già da qualche mese anche un appartamentino da affittare per dei pernotti, visto che i dintorni meritano gite di ben più di una giornata).
Il pranzo inizia con il solito apetizer offerto da Patrizia: paninetti alle olive ed alle noci, roventi, appena usciti dal forno, su cui spalmare del ghiottosissimo burro alle alici e capperi (il particolare curioso è che il burro è presentato nella parte interna del coperchietto di una tazza piena di acqua calda; il vapore dell'acqua rende il burro spalmabilissimo).
Invece del secondo, questa volta, mi voglio concedere uno splendido tagliere con salumi di cinta senese (anche se il prosciutto, in realtà, è un Jamon Serrano iberico): ottima la focaccia con lardo di Colonnata e il crostone con "barbozzo" di maiale all'aceto balsamico (sicuramente la cosa più gustosa mangiata in tutta la settimana); Claudia opta per una vellutata di asparagi con una ricottina passata al forno e scaglie di formaggio di fossa. Gli antipasti sono accompagnati da un profumato Kerner e da un Franciacorta, adatto a sgrassare la bocca dal gusto deciso dei salumi. Un ottimo inizio !
A seguire Claudia prende una tartare di manzo accompagnata da 3 salsine: una al peperone, una ai pistacchi ed una alle olive, con l'aggiunta di un ovetto di quaglia crudo su una delle tartare (solo in pochi posti "fidati" si può scegliere un piatto simile e, in effetti, Patrizia fa uso di materie prime freschissime e certificate: più volte ci ha detto che la sua filosofia la porta a "rimetterci" qualcosa in termini economici ma che continuerà a rifornirsi dal suo macellaio o pescivendolo di fiducia piuttosto che da fornitori all'ingrosso).
Io mi "butto" su un piatto di Umbrichelli (o "pici" - strozzapreti, gnocchetti, strangozzi, code 'e soreca: in ogni regione questa pasta fatta con acqua e farina assume un nome diverso) conditi con un ragu di anatra veramente saporoso (la nota "orientale" era data da un leggerissimo ma veramente adatto sapore di chiodi di garofano, che davano al ragu una freschezza particolare): ottimo piatto (accompagnato da un Morellino di Scansano).
Come dolce, Claudia (mi sembra giusto vergognarsi dopo un pranzo del genere !!!)
prende "Palle di San Michele": un gelato alla crema (ovviamente preparato da Patrizia - tutte le loro portate sono preparata "in casa" ad eccezione dei fruttini ripieni di gelato) in cui all'interno è amalgamata granella di amaretti (una goduria !!); io opto (avendo già assaggiato TUTTI i dolci in carta) per una mattonella al caffè e crema di burro, accompagnata da un'aspic al caffè ! Con un'acqua minerale e due caffè, anche questi serviti nel delizioso servizio (come quello dell'apetizer) con i "coperchietti", che Patrizia fa realizzare (come i caratteristici coltelli) a degli artigiani Aretini, un totale di 81 euro. Per salutarci Patrizia ci fa assaggiare un "nuovo arrivo": una Malvasia veramente delicata e particolare, dalla quale anche lei (esperta enologa) si è lasciata conquistare e che diventerà, sicuramente, un classico del locale.

E la "tradizione" ci porta a concludere il tour enogastronomico a La Solita Zuppa, di Chiusi.

Evito di descrivere il locale e la filosofia dei suoi proprietari, Luana e Roberto (molto simile a quella di Lillo Tatini, in fondo) rimandandovi al mio precedente post. Vi descrivo solo velocemente quanto abbiamo gustato: Claudia, lasciandosi prendere da dolci ricordi (l'avevo già preso io qualche mese fa), sceglie di iniziare con lampredotto in salsa verde (abbinato ad un "Ceraso" di Panizzi) e poi una zuppa di carciofi (ottimi entrambi) mentre io prendo "solo" una vellutata di cavolo fiore al profumo d'arancia (strepitosa nel suo curioso accostamento dei sapori, decisi e delicati allo stesso tempo); di secondo Claudia sceglie una tagliata di chianina (praticamente un "tocco" di chianina cotto al camino e tagliato poi come un roastbeef) ed io dei bocconcini (che si tagliavano senza coltello!) di chianina ai carciofi ; di contorno patate al forno e cicorietta per Claudia ed una zuppa di legumi per me. Di dolce non resistiamo e Claudia sceglie un sorbetto alle arance rosse ed io una torta babà con fragole, bagnata con sciroppo di cannella: mitici (e rigorosamente fatti in casa). In abbinamento ad entrambi un "Saracco" moscato d'Asti a fermentazione naturale. Con due caffè (anche qui un servizietto personalizzato da ricordare, con raffigurato un tipico paesaggio toscano) acqua ed un Rosso di Montalcino, "solo" 72 euro per una ulteriore bella serata, coccolati da Luana e Roberto.

6 commenti:

flo ha detto...

non ho parole per descrivere quanto sono belle le tue foto!!!! da invidia pura!!! ;)

Alessandra ha detto...

Che bel reportage e quante cose belle buone! Questo è il tipo di vacanza che amo di più.

E bravo Jajo!

JAJO ha detto...

Ciao ragazze, siete state velocissime: ho appena "postato" :-D

Flo: ...ti vendicherai con le foto dell'Irlanda :-D

Alessandra: mi sembra che anche tu a foto sai essere poetica come con le parole :-D

SenzaPanna ha detto...

Bellissime, con te si viaggia al pc.

La più bella è questa:
http://bp1.blogger.com/_qetwBpc37IQ/Rjis0acmi2I/AAAAAAAABDA/SSOLk6T4Dds/s1600-h/HPIM5123.JPG

la trovo riposante così verde.

JAJO ha detto...

Ciao Danielina, in effetti dove siamo noi, tra Chiusi e Castiglione del Lago, è meravigliosamente riposante: in cima ad una collina circondati da tre laghi :-D
Ed al tramonto tutta la campagna sembra immersa in un'atmosfera quasi irreale...

€llY ha detto...

Ciao Jajo, ti sorprendo dicendoti che sono stata anche a Panicale, ricordo il ristorante ed anche il Wine bar, è un posto stupendo dove sono stata con mio marito da fidanzati un anno e mezzo fa.
Fra tanti posti che abbiamo visitato ancora oggi ricordiamo quella bellissima piazzetta....era agosto e presi un gelato mentre mio marito un tagliere di ottimi salumi ed un bicchiere di vino...pensammo anche come sarebbe stato bello vivere lì, la qualità della vita è altissima. Invece in città è tutto un altra cosa...
Mi hai fatto venir voglia di ritornarci...chissà, forse quando mi laureo a marzo potrei farmi un viaggetto!
La solita Zuppa è un locale particolare e mi è piaciuto molto sia per lo stile sia per i piatti....erano favolosi, penso di non aver mai mangiato una zuppa così buona!!!
Piacere di averti conosciuto, avendo gusti simili potremo sicuramente scambiarci consigli e suggerimenti interessanti!
Ciao e a presto!!!