21 agosto 2006

VORREI MA NON POSSO - DOC A TESTACCIO - 27.01.2006

Vorrei ma non posso…..
Così potrei definire il locale D.O.C., in via Franklin a Testaccio (Roma).
La presentazione (si veda sul sito del locale www.osteriadoc.it, attraverso recensioni fatte da riviste locali e nazionali – tra le quali anche il Gambero Rosso) lo spaccia per uno di quei locali “di tendenza” che tanto vanno di moda negli ultimi tempi: un po’ osteria, un po’ winebar, un po’ enoteca, tessendo le lodi dei titolari del locale, rispettivamente cuoco e sommelier (di cui spicca l’assenza, sarà che era lunedì…).
La carta del menu (volutamente scarna, ma essenziale e basata sulle materie prime di stagione) propone soltanto 4 o 5 proposte per antipasti, primi e secondi e soli 3 contorni, ci sono poi dei piatti del giorno (1 o 2 proposte aggiuntive al menu… certo il filetto di gallinella al forno con patate è un po’ “visto”), ma quello che noi leggiamo è diverso e meno intrigante da quanto riportato nelle recensioni lette, a parte, forse, un paio di opzioni.
Qualche dubbio, per quanto riguarda i vini, mi viene dando un’occhiata alle bottiglie in bella mostra sui vari ripiani e nella vetrinetta del locale e ne ho la conferma leggendo poi la lista dei vini (tra i quali spiccano bottiglie come il “Cervaro” del produttore…… “Della Sala”! Per i non addetti ai lavori il vino in questione, presunto miglior bianco italiano, (non si può mai dire) è dei “Marchesi Antinori – Castello della Sala”, “dependance” umbra dei toscani marchesi Antinori)…..e questo era l’”errore” più scusabile della lista: forse ho capito perché stasera manca la sommelier…..
Iniziamo con un assaggio di formaggi ed uno di salumi “di cinta senese” (così recita il menu)… in effetti ci viene presentato un piatto con 3 fettine di cacciatorino di cinghiale (un po’ agliato), due di coppa (marrone e non rosata (!), ma forse è il salume più gustoso del piatto), due fettine di pancetta e due di lardo (gustoso e delicato), con due pezzetti di formaggio stagionato (fatto passare per Castelmagno) e due di una caciottina senza troppe pretese. Solitaria, una ciotolina con un po’ di miele: un locale con delle ambizioni da posto di nicchia dovrebbe, secondo me, dare una piccola descrizione dei formaggi e dei salumi presentati (oltre che validi prodotti). In definitiva un piatto un po’ miserello, soprattutto se raffrontato ad altri degustati in altre enoteche e ristoranti negli ultimi tempi. Prendiamo poi una polenta con ciauscolo e funghi (piatto pesantino, soprattutto perché la polenta è fritta) e gnocchi agli spinaci con chiodini e fonduta allo zafferano (piatto abbastanza gustoso ma in effetti i funghi erano gli stessi che avevo sulla polenta e non chiodini).
Per quanto riguarda il vino voglio mettere alla prova le mie sensazioni iniziali e, pensandolo adatto alle portate scelte, chiedo un vino brioso: una Croatina 14 Ottobre della Fattoria Olmo Antico (€ 8 verificati sulla guida AIS - € 15 sulla lista): visto il tipo di vino (vendemmia tardiva dalla quale si ricava un vino frizzante, poco tannico ma molto astringente, buono per abbinamenti con salumi, affettati e cotechini) sarebbe preferibile servirlo fresco… ma arriva a temperatura ambiente.
Secondo me, non vorrei essere troppo pignolo o ripetitivo, ma diverse cose del locale non mi hanno convinto: oltre la presenza di troppi vini estremamente commerciali o di livello basso per un locale che si vuol presentare come “vineria”, sono i prezzi: trovo assurdo proporre un Etna Rosso di Firriato (€ 6 su Internet e nelle enoteche) proposto a € 15, un Petit Verdot di Casali del Giglio (€ 8,50 al supermercato) proposto a € 30 (!) o altri vini con un ricarico all’origine di circa il 100-130%.
Con acqua, due caffè ed un cestino di pane casereccio un totale di 52 euro, forse un po’ troppo caruccio per un vino di fascia media, due primi ed un antipasto “a mezzi” (la mia pietra di paragone è il solito - e ben lontano - Lillo Tatini di Panicale dove un pasto medio con un antipasto, due primi, due secondi con contorno, un dolce e due calici di vino si aggira sui 65€).
In definitiva un locale (per ora) senza infamia e senza lode, con speranze di crescita (anche se ormai ha 4 anni) cui dare una seconda opportunità…. magari tra qualche tempo.
Posta un commento