02 febbraio 2010

AGGIUNGO UN POSTO A TAVOLA ?

Pochi giorni prima del Natale sono stato contattato via e-mail dalla simpatica Maria Laura, dell'Agenzia Hagakure, che mi invitava alla Taberna Recina di Roma per partecipare ad una "Spaghettata Voiello": una cena tra foodblogger, e non solo, organizzata appunto dalla sua agenzia per conto della Voiello. Alla piacevolissima serata ho avuto modo di partecipare con i miei Angeli personali (anche se senza l'Angelo più Angelo, la mia Claudia) e proprio noi, grazie alla capacità creativa di Antonella, alla supervisione stilistica di Giulia ed ai puntualissimi consigli mirati di una per la quale il decoupage, il craquelé e l'arte della composizione dei fiori secchi non hanno segreti, Paola, abbiamo vinto una confezione supplementare di Spaghetti formato speciale Voiello per aver realizzato il centrotavola più bello della serata (così "decretorno" gli esperti ^_^ ).
Ma questa è storia vecchia e l'avrete già a suo tempo letta.
Pochi giorni dopo Maria Laura mi ricontatta un paio di volte per invitarmi a partecipare ad un contest dedicato alle Feste Natalizie sul blog della Voiello : in particolare, il contest è mirato a scoprire come ognuno di noi vive l'atmosfera delle feste natalizie in compagnia dei propri amici e familiari e quale sia la nostra irrinunciabile "ricetta delle feste", quella che ogni anno non può proprio mancare alla nostra tavola.
Io, sinceramente, ci penso un po'... ripenso... titubo... una certa idea mi viene pure in mente ma non so se postarla: oramai, purtroppo, nella nostra famiglia non si vive più il Natale come una volta... Oramai noi che eravamo bambini siamo cresciuti, abbiamo a nostra volta delle famiglie e bisogna accontentare, in questi giorni di festa, un po' tutti. Non ci si ritrova più, come ogni anno, sempre a casa dei nonni (al massimo si andava a Santo Stefano a giocare a carte da qualcun altro) e non si fa più un cenone con i nonni (che non ci sono più), i loro figli e noi, i nipoti... una ventina di persone, alla fin fine. Ora ognuno di noi ha anche una famiglia "acquisita" da dover accontentare e non si possono fare di certo tavolate con una quarantina di persone, tanti saremmo se dovessimo incontrarci tutti insieme. Perciò parte una specie di "rotazione": una sera a cena con una parte della famiglia, il giorno dopo con l'altra parte, a Santo Stefano magari ci si vede di nuovo con genitori, suoceri e qualche coppia di amici di famiglia... e poi si stramazza, gonfi come otri, dopo tre giorni di mangiate hahahahaha
Una cosa, però, in effetti, anche con tutti questi giri di tavolate, è immancabile ad ogni tavolo ogni volta: il "Cappone di galera" di nonno Ottavio.

Ma quanto sono contento di avergli scattato questa foto ? ^_^

E si perchè questo piatto, tipico delle campagne (e colline) marchigiane è stato portato da lui, e dopo di lui da mia madre, "in dote" ad ogni cena natalizia, fino a diventare il nostro vero piatto di Natale... immancabile !
Avevo quasi timore a parlarne, visto che nonno Ottavio è sempre stato una persona estremamente riservata, e sono sicuro che si sarebbe imbarazzato ad assurgere al ruolo di personaggio principale di un post. Però mi sento di farlo ugualmente per ricordarlo con affetto e rendergli omaggio, visto che lui questo piatto l'ha personalmente preparato, ogni Natale, fino a quando non ci ha lasciati, alla bella età di 91 anni.
Quindi quando Antonella, la mattina dell'ultimo giorno utile mi ha mandato una e-mail per chiedermi "Ma tu partecipi? Hai pronta qualche ricetta?" (mi aveva scritto una e-mail a tal proposito, pochi minuti prima, anche Maria Laura ), io lì per lì ho nicchiato un po': l'abbozzo c'era ma dovevo dargli forma un po' meglio. Ma poi mi sono lasciato prendere dai ricordi e dalla gioia che provo ogni volta che sulla tavola trovo il Cappone di galera di nonno Ottavio ed ho ceduto. Certo non è un piatto leggerino (la sua storia e la ricetta la trovate QUI), ed in fin dei conti è un ottimo antepasto (o contorno per un bel bollito di carne) ma ha una caratteristica particolarissima: riesce a conquistare tutti! Eh si, perfino chi non ama le aringhe, o i cavolfiori, o i sottaceti alla fine cede al suo fascino... Così, negli anni, sono capitolate le mie due cugine, poi gli amici, infine anche la figlia più grande di Claudia ogni anno chiede puntualmente "Ma il cappone di galera c'è?".
Ed ora sono felice di poter dire che il cappone di galera di nonno Ottavio, e la sua breve storia, che poi alla fine ho mandato a Maria Laura, HA VINTO !!! Siiiii, è stato scelto come miglior racconto della ricetta di famiglia (mentre come racconto più carino sull'atmosfera natalizia casalinga è stato scelto quello di ELGA).

E non è tutto: oltre l'estremo piacere che ho provato nel veder pubblicato sul blog della Voiello il mio omaggio a nonno Ottavio ed al suo cappone mi sono anche visto recapitare... QUESTO !! (con un delizioso e simpatico biglietto scritto da Maria Laura :-D).

Quindi, a questo punto, non posso che condividere con TUTTI VOI questo premio offrendovi un (purtroppo solo) virtuale piatto di


PACCHERI VOIELLO CON CALAMARETTI ED ASPARAGI

INGREDIENTI (per 4 persone):
una confezione di Paccheri Riserva Voiello
650 grammi di calamaretti freschi (erano 108 !!!)
una ventina di punte di asparagi (anche surgelate)
aglio, olio, sale e mezzo bicchiere di vino bianco secco
un pizzico di peperoncino
Io ho aggiunto anche una ventina di pachino sott'olio essiccati
e poi del pecorino romano

PROCEDIMENTO:

Pulire i calamaretti (quasi un'ora e mezza per pulire 108 calamaretti ricavando...... solo questo !!! Ma erano troppo freschi e teneri... non potevo non prenderli ^_^ )e metterli ad appassire in un saltapasta con due giri d'olio, uno spicchio d'aglio, gli asparagi tagliati a rondelle (lasciando intere le punte per 4 o 5 centimetri) ed i pomodorini (facoltativi).
Quando iniziano a sfrigolare aggiungere un mezzo bicchiere di vino bianco e portare a cottura a fuoco medio per una decina di minuti scarsi. Nel frattempo cuocere al dente i paccheri e dopo averli scolati saltarli un minuto circa nel saltapasta (io ho aggiunto anche una manciata di pecorino romano... provare per credere: ci sta proprio bene !)
Ringrazio ancora Maria Laura e la Voiello e... se ci stringiamo un po' ci stiamo proprio tutti: nonno Ottavio ne sarebbe contento ^_^

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