08 ottobre 2009

RIENTRIAMO NELLA ...NORMA

Dopo queste ultime ricettine definibili dietetiche (almeno il cavolo rosso e le alicette marinate, se ben scolate dell'olio) è proprio il caso di rientrare nella... Norma.
E si perchè la pasta alla Norma, di origine siciliana e, più precisamente Catanese, è una delle più buone che esistano e se proprio uno deve fare uno strappo alla regola....
Beh... una trentina d'anni fa Adriano Panatta, nell'allora nota pubblicità di un bagnoschiuma, diceva: "Se devo fare una cosa mi piace farla bene". E quindi... Norma sia !!!


Per 4 persone "serie e gaudenti" servono:
500 grammi di mezze maniche (o altra pasta corta a gusto proprio)
5 o 6 pomodori da sugo (o pelati)
1 melanzana
ricotta salata
aglio
olio
basilico
sale

Per prima cosa si taglia a dadini la melanzana e la si mette a spurgare, con un paio di pizzichi di sale grosso, in uno scolapasta con un peso sopra (un piatto va bene). Nel frattempo si sbollentano velocemente i pomodori, li si priva della buccia e dei semi, si riducono a dadini anch'essi, si mettono in un saltapasta con un giro d'olio ed uno spicchio d'aglio in camicia e si fa andare il tutto a media fiamma. Dopodichè si friggono velocemente i dadini di melanzana. Quando il sugo inizia a rapprendersi si aggiungono metà dei dadini fritti e si lascia andare ancora 2 o 3 minuti, mentre anche la pasta raggiunge la cottura al dente.
Si unisce, a questo punto, alla pasta scolata il sugo con le melanzane ed i rimanenti dadini fritti, si grattugia abbondantemente la ricotta salata (con una grattugia a maglia larga, in modo da ricavarne quasi delle scaglie) e si serve subito, con qualche foglia di basilico ad ornare il piatto.


L'origine del nome del piatto si fa risalire a Nino Martoglio, noto commediografo catanese , che, quando gli venne servito un piatto di tale pasta, esclamò: "È una Norma !" ad indicarne la straordinaria bontà paragonandola all'opera lirica musicata dal catanese Vincenzo Bellini.


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