05 settembre 2008

2008: ODISSEA TRA I PARENTI (3) Bergamo Alta

Ed eccoci finalmente entrare in Bergamo Alta. Come ho già detto, la ricordavo bella (c'ero stato in gita scolastica circa un quarto di secolo fa) ma non COSI' bella. In effetti la città vecchia è un incanto: circondata da mura molto simili a quelle di Lucca (ed, in effetti, insieme a Lucca, Ferrara e Grosseto, Bergamo è una delle 4 città italiane il cui centro storico è ancora interamente cinto da mura secolari, del '500, praticamente intatte) ha il corso che è molto simile, ma con più negozi, a quello di Pienza; la funicolare (che non siamo neanche riusciti a prendere perchè zio Gastone preferisce camminare sempre a piedi; mi dispiace per Claudia che era curiosa di prenderla ma è un'ottima scusa per tornare) come Lisbona o altre città italiane; piena di torri come San Gimignano, e di chiese come Roma; particolarissimo è anche l'acciottolato della pavimentazione del centro storico.No, non è la casa della Baronessa di Carini (ricordate lo sceneggiato? io ne ricordo soltanto la traccia della mano insanguinata sul muro di calce bianca) ma il segno distintivo di 3 "imbecilli" (così li ho sentiti definire) che hanno praticamente imbrattato tutta la città alta quanto quella bassa con queste mani rosse o verdi di vernice, ma sono stati presi (sempre a quanto mi hanno detto). Anche in Città Alta ci sono negozi deliziosi: una pizzeria che sforna a perdita d'occhio...
NOOOOOOOOOOOO......... DA QUANTO TEMPO NON VI VEDEVOOOO !!!!!!
e pasticcerie che fanno il dolce tipico di Bergamo: "Polenta e osei", praticamente un pan di spagna che riproduce la polenta con gli uccelli (beccafichi, allodole, pettirossi o tordi) tipica del Bergamascouna latteria.. salumerie...
ed una simpatica trattoria
oltre a mille curiosità
Arrivati nel punto più rilevante della città alta notiamo subito la Torre Civica (detta il Campanone), che ancora oggi alle 22 scocca 180 tintocchi, che in passato annunciavano la chiusura notturna dei portoni delle mura.
e subito dietro il Duomo, la Basilica di Santa Maria Maggiore, la Cappella Colleoni ed il Battistero.
L'interno della basilica è particolarmente bello, con le tarsie che raffigurano scene bibliche, eseguite tra il 1524 e il 1555 su disegno di Lorenzo Lotto dai maestri intagliatori Capoferri e Belli ed il confessionale del Fantoni (la foto mi è venuta sfocata): le differenti cromie delle tarsie (difficili da fonografare perchè più in basso ai piani dei confessionali ed in penombra) sono date dai diversi tipi di legno utilizzati mentre le sfumature di colore e profondità sono ottenute con infusi d’erbe ed utilizzo di sabbia calda.
Sulla cancellata esterna lo stemma di Bartolomeo Colleoni raffigura tre testicoli: non perchè, come molti erroneamente ritengono, fosse "iperdotato" ma poichè la sua insegna araldica è del genere delle "armi parlanti", cioè di quelle che rappresentano graficamente il cognome della famiglia. Si ritiene, infatti, che la sua stirpe abbia preso vita da un certo Gisalbertus Attonis, figlio di un tale Attone, appartenente a quella che sarebbe stata la gens nova feudale, fatta di giudici e notai. Questo Gisalberto, che può essere considerato quindi il capostipite della famiglia Colleoni, viene indicato per la prima volta con l'appellativo che sarà proprio della famiglia: "Colione". Tanto che una targa rinvenuita nel sarcofago del Colleoni recita: "BARTOLOMEUS COLIONUS NOBILIS BERGO". Comunque scaramanzia vuole che una "lisciatina" allo stemma porti fortuna....
Nella cappella Colleoni si può ammirare il monumento equestre in legno dorato, dedicato a Bartolomeo, oltre ad un mastino bergamasco (inteso come il custode che non voleva farmi far scattare la foto neanche da fuori. Eh.... noi romani ci distinguiamo sempre.... :-D). Dal Duomo, attraversando il corso principale, saliamo alla rocca, dove sono visibili reperti bellici delle due guerre mondiali perfettamente conservati...
e da dove si può godere di uno splendido panorama a 360° sulla città alta e bassa.
Claudia e zio Gastone.Avvicinandosi l'ora di pranzo torniamo verso Porta Sant'Agostino...Dopo aver ammirato, e compatito, un bel lavatoio deturpato dai soliti imbecilli (non quelli delle mani),
ci dirigiamo verso Porta San Giacomo, che guarda proprio sul prato delle mura (curatissimo).
Da lì il panorama su Bergamo bassa è suggestivo: more, prati ed addirittura pecore....
fino alla bella chiesa sconsacrata di Sant'Agostino, al cui interno Napoleone allestì addirittura delle stalle.Passeggiando per Bergamo abbiamo anche scoperto un insospettato humour "inglese" dei bergamaschi...
Tornati a casa dopo la bella passeggiata (avremo fatto 6 o 7 chilometri, tutti a piedi, e zio Gastone era il più fresco di tutti, al ritorno), scendendo per uno degli "scorlazzini" (le scalinate che collegano la città bassa a quella alta), ci accoglie un bel pranzetto gustoso, con la delizia finale della torta di riso (la sua PRIMA...: ottima !!) preparata dalla splendida "nipotina" Selene (pure simpatizzante giallorossa è !!!).
Ovviamente lei ed il fratello sono due giovanissime promesse della pallacanestro orobica (per non parlare di una terza nipote, figlia di un cugino, che lo scorso anno era stata selezionata per le Olimpiadi con la Pellegrini e la Filippi(!) e di un altro ancora, canoista, che se continuerà così.... Speriamo di vederli a Londra 2012...). In bocca al lupo ragazzi !!!!!!!


P.S.: non si accolgono richieste: è già fidanzatissima :-D
P.P.S.: visto che a Bergamo e ad Arona tutti, ma proprio tutti, mi hanno fatto, per l'ennesima volta, notare la mia somiglianza con Bruno Conti, gli regalo questa foto con il mio "papà" (d'altronde la somiglianza con Conti, anche se ora ho i capelli corti e si nota meno, me la porto dietro da sempre: una volta un commesso, laziale, di un supermercato mi ha anche scambiato per lui, cosa che fanno da quando giocavo all'oratorio sulla fascia sinistra, ed il mio soprannome era appunto "Conti", chiedendomi addirittura l'autografo).
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