14 ottobre 2011

MARCHE 2011 - CINGOLI

Continuo ad inframezzare ricordi di vacanze marchigiane a ricette (che volete... la nostalgia dell'estate...).
Quindi stavolta vi porto a Cingoli, il "balcone delle Marche": così soprannominato perché da questo paesino si domina un meraviglioso panorama sulle colline marchigiane a 360°
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Arriviamo, sfruttando una delle pochissime (due o tre) giornate di tempo incerto che ci sottraggono al mare e, un po' per l'orario (primo pomeriggio) un po' per la minaccia di pioggia, troviamo il paese praticamente deserto (ma questa pare una costante delle nostre escursioni perfino nelle cittadine più grandi).
Ad accoglierci solo un paio di gattoni, dormienti anche loro, e... tante ma tante mongolfiere di carta appese, non so per quale motivo, ad ogni angolo di strada.

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Iniziamo a passeggiare per il carinissimo paesino medievale godendoci le pietre e la solitudine finchè non arriviamo alla chiesa sconsacrata dello Spirito Santo, dove facciamo un salto indietro di 100 anni nel tempo: infatti all'interno della chiesa stanno allestendo una mostra "del tempo che fu" ed una simpatica anziana, anche se la mostra dovrà essere inaugurata nel fine settimana successivo, ci fa entrare a dare un'occhiata.

Tanti oggetti conosciuti da bambino mi sono familiari: dal "prete" da infilare sotto le coperte per riscaldare il letto nelle notti invernali, alle scatole di latta dei biscotti; dal cerchio di legno con cui giocava, bambina, mia madre, alle piste con le macchinine di legno (con cui giocavo io), fino ad ammirare, perfino, degli interi corredi nuziali, culle di inizio '900 ed un meraviglioso e gigantesco valigione/armadio, di quelli che gli emigranti si portavano dietro a fatica con dentro gli oggetti di tutta la loro vita.
Vediamo se riesco a far tornare qualche ricordo anche a voi: le foto della mostra ve le faccio vedere tutte, anche a costo di esagerare! Come mio solito, d'altronde :-D

Ma tanto so che qualcuna di voi (vero Lydia e Alex) mi capirà :-D

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11 ottobre 2011

STROZZAPRETI AL RAGOUT VEGETALE

Cosa c’è di più bello che ricevere un regalo gradito? Soprattutto quando non te lo aspetti e non è legato ad eventi particolari ma, bensì, all’amicizia. E quando dall’ambiente lavorativo nascono delle amicizie fa ancora più piacere, perché si ha anche la conferma che si è lavorato bene (e di questi tempi è quasi un’utopia). Quanto sopra per dire che la scorsa settimana io e Claudia abbiamo ricevuto un più che gradito regalo (anzi, ben tre!), da due persone che con questo omaggio ci hanno anche messo un po’ in imbarazzo, visto che noi siamo pagati per fare il nostro lavoro (possibilmente nel migliore dei modi) e non dovremmo neanche accettare di questi regali: però, quando viene tirata in ballo la tua “reputazione” di foodblogger come fai a dire di no? Eh si, perché questi tre regali erano degli “strozzapreti” (una pasta fatta a mano con acqua, farina e un pizzico di sale) di farina integrale, una bottiglia di “vino del contadino” (quello buono e profumato, di una volta, e dallo splendido colore tra l’oro ed il rosa) ed un filone di pane casereccio alle noci (il tutto da Grottaferrata: un paese a pochissimi chilometri da Roma dove si vive, si mangia e si beve, ancora bene). Quindi non potevo non accettare sia il regalo che la sfida a rendere onore a queste delizie. Su consiglio di Claudia (non la mia, ma la persona che ci ha regalato quel ben di Dio) ho preparato, quindi, questi

STROZZAPRETI DI FARINA INTEGRALE CON RAGOUT VEGETALE

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INGREDIENTI (per 6 persone, e pure affamate):
Strozzapreti di farina integrale (ad occhio erano circa 2 kg.)
1 melanzana tonda
1 peperone
4 patate viola
3 zucchine
2 carote
5 pomodori Piccadilly
Mezza cipolla
Aglio
Olio
Sale
Pepe

PROCEDIMENTO: ho lavato, asciugato e mondato tutti gli ortaggi, riducendoli in piccolissima dadolata. Li ho fatti poi appassire circa 20 minuti a fuoco medio, lasciandoli però un po’ croccanti, in una padella in cui avevo preparato una base con uno spicchio d’aglio, la mezza cipolla tritata ed un paio di giri d’olio. Ho cotto, in acqua leggermente salata, gli strozzapreti per circa 9 minuti; una volta al dente con una schiumarola li ho tolti dall’acqua di cottura e li ho aggiunti direttamente nella padella con le verdure, ho amalgamato il tutto, aggiungendo una rapida grattugiata di pepe nero, e servito (con l’accompagnamento dell’ottimo vino, con il quale abbiamo brindato all’amicizia di Nella e Claudia).
Ottimi !!!

29 settembre 2011

MATTONELLA DI PATATE VIOLA, SALMONE E MELAGRANA

Finalmente la Befana si è ricordata, anche se con qualche mese di ritardo, di un desiderio che avevo espresso tempo fa: provare le patate viola, che mi incuriosivano molto per il colore e per il sapore più delicato e dolce delle patate normali.
Quindi, sempre la Befana, per farsi perdonare ha pensato di mandarmi un suo emissario (che befanesco proprio non definirei) con tre chiletti delle suddette patate, arrivate dritte dritte dalla Val Trebbia.
Subito si sono messe in moto le rotelle (almeno le poche rimaste funzionanti) per pensare a cosa realizzarci: volevo provare (sia a livello cromatico che gustativo) un abbinamento di queste patate con del salmone ed ho optato per la cosa più semplice possibile per gustarne il sapore quasi al naturale.

Per questo la quasi logica conseguenza è stata questa

MATTONELLA DI PATATE VIOLA CON SALMONE E MELOGRANO

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INGREDIENTI (per 4 persone):
600 gr. di patate viola
300 gr. di salmone affumicato (ma poi dipende dai gusti)
Chicchi di melograno
Foglioline di aneto
Olio extravergine di frantoio
Sale
Pepe


PROCEDIMENTO: ho sbucciato, tagliato a pezzettoni e cotto in acqua leggermente salata le patate (vi stupiranno con effetti speciali tingendo l’acqua di un tenue colore turchese/azzurrino).
Una volta cotte (per circa 20 minuti), e dopo averle lasciate asciugare in uno scolapasta, le ho schiacciate con lo schiacciapatate forato ed ho aggiunto al composto una grattatina di pepe nero e qualche fogliolina di aneto passata finemente a coltello.
Quindi ho messo il composto in un coppapasta, l’ho guarnito con delle “roselline” di salmone affumicato, grani di melograno, un’ulteriore grattatina di pepe e un filo di olio d’oliva di frantoio umbro.

Tutto qui ! Facilissimo, veloce e gustoso.
Confermo la delicatezza del sapore delle patate viola ed anche il fatto che siano leggermente più “farinose” delle altre.
Quindi…. avanti con la prossima idea !

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27 settembre 2011

MARCHE 2011 - MORENO CEDRONI E LA BAIA DI PORTONOVO

Penso sia arrivato il momento di farvi vedere anche qualche "onda" delle scorse vacanze nelle Marche...
Per questo voglio regalarvi il meglio: le spiagge di Marcelli di Numana, di Sirolo e, soprattutto, della Baia di Portonovo regalano colori e riflessi bellissimi... giudicate un po' voi...

La spiaggia di Marcelli di Numana ed i due paesetti, arroccati uno sopra l'altro, Numana e, appena sopra di lei, Sirolo, con alle spalle il promontorio del Conero.

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Queste, invece, sono le meravigliose acque di Sirolo (che ha diverse spiagge: quella delle Due Sorelle, dal nome dei due faraglioni che la dominano, quella di San Michele, quella dei Sassi Neri e la spiaggia Urbani), fino ad arrivare alla Baia di Portonovo, qualche chilometro, più a nord, dominata dalla splendida chiesetta romanica (del XI secolo) di Santa Maria.

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Ma la baia di Portonovo è dominata anche dalla nostra meta gastronomica: il Clandestino SusCi Bar di Moreno Cedroni, (rigorosamente con la C al posto della H in quanto la filosofia di Cedroni è tutta in questa frase: "I piatti non rispecchiano la filosofia del sushi giapponese, e non sono serviti con wasabi ed alga nori, bensì con olio, aceto balsamico, erbe aromatiche, pomodoro, burrata e tanto altro, il riso è carnaroli e la nostra soia si chiama colatura di alici, per questo motivo chiamatelo pure SUSCI ").
In effetti, grazie ai colori del mare, che vanno dal bianco al rosa al blu cobalto, e per quello che il Clandestino offre, ci si sente veramente in Paradiso...
Noi abbiamo deliziato il palato con: Simmenthal di pesce, Uova di seppia con pomodoro, zenzero e granchio, una Bresaola di pesce spada con salsa alla senape, ed uno stupefacente Panino con baccalà e maionese di baccalà senza uovo.
Ottimo accompagnamento una lieta scoperta: una bottiglia di birra "Punk Ipa", del birrificio Brew Dog, dagli affascinanti sentori di agrumi e bacche di ginepro.

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Per digerire il pur leggero pasto mi sono poi fatto una bella passeggiata risalendo fino alla chiesetta di Santa Maria: uno spettacolo !

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E, prima di prendere a malincuore la via del ritorno (dover lasciare quei colori, quei profumi, quei sapori è veramente una coltellata in pieno petto), le ultime ore non potevo che passarle... così !

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20 settembre 2011

TAGLIOLINI AROMATIZZATI ALLE ACCIUGHE CON CAPPERI, BOTTARGA E PACHINO ESSICCATI

Tra le tante cose comprate durante le recenti vacanze nelle Marche c’era anche una confezione di tagliolini alla chitarra, aromatizzati all’acciuga, dell’azienda EUROMAR di Porto Sant'Elpidio.
Avendo ancora in dispensa delle cosine gustose prese a Marzamemi lo scorso anno (in quantità industriale), mi è venuta l’ispirazione di unire gli ingredienti di queste due regioni, che in cucina non sono seconde a nessun’altra.
Devo dire che la pasta, di un bel giallo carico con lievi puntini marroni, era proprio buona anche da cruda (ho l’abitudine di assaggiare pasta all’uovo cruda, così come un goccio di ogni bottiglia di olio che apro, per capirne subito la qualità e il sapore): giustamente, quasi impercettibilmente, salata e con un bel retrogusto di acciuga. La pasta era essiccata ma quasi si scioglieva al palato. E devo dire che dopo averla cucinata la buona impressione è stata confermata.

Le uniche varianti che ho apportato ai consigli di preparazione sono queste:
- ho cotto la pasta per 4 minuti anziché i 3 consigliati;
- non ho cotto la pasta in poca acqua, risottandola in padella con i pomodori, ma l’ho condita con una base di aglio e olio con l’aggiunta di alici, capperi e pachino essiccati.

Celebriamo quindi questo gemellaggio gastro-geografico con un bel piattino di

TAGLIOLINI ALLE ALICI CON CAPPERI, PACHINO ESSICCATI E BOTTARGA

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INGREDIENTI (per 2 persone):
250 gr. di tagliolini alle acciughe Euromar
Mezzo cucchiaio di capperi di Lipari sotto sale
5 alici sott’olio Campisi
12 pachino essiccati Campisi
1 cucchiaio di bottarga in polvere Campisi
Olio aromatizzato all’aglio di Voghiera

PROCEDIMENTO: ho tagliato in pezzettini minuscoli i pachino essiccati (senza farli preventivamente rinvenire) e li ho lasciati scaldare in padella con olio aromatizzato all’aglio, 5 alicette (parimenti ridotte in piccoli pezzi) ed una manciata di capperi dissalati.
Prima che le alicette iniziassero a sciogliersi nell’olio ho spento il gas e tolto la padella dal fornello caldo.
Ho aggiunto un cucchiaio di bottarga in polvere e mescolato bene il tutto.

Nel frattempo ho cotto la pasta alle acciughe (se la trovate vi consiglio di spezzare i tagliolini a metà in quanto sono veramente lunghi) per circa 4 minuti e l’ho poi scolata e mantecata nella padella con il condimento per meno di 1 minuto.
Dato un'altra leggera spolverata di bottarga, impiattato, fotografato (ultravelocissimamente), servito e… divorato !

Nota: pensando che i pachino essiccati, i capperi dissalati e le acciughe avrebbero dato una notevole sapidità al piatto, ho aggiunto soltanto un cucchiaino scarso di sale all'acqua della pasta. Devo dire che con la cottura la sapidità del condimento si perde in parte e la pasta è risultata perfettamente equilibrata (non per vantarmi :-D visto che per gusto personale avrei aggiunto un po' più di sale, ma non l'ho fatto per non rischiare di farla troppo salata).

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