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21 agosto 2006

LANDRIANA, NETTUNO E ZAGAROLO - Giugno 2005

Per rinverdire i fasti (mai dimenticati) delle delizie gustate in clinica durante la mia lunga degenza per una polmonite nosocomiale, mi sono concesso un paio di uscite, di cui vi relaziono.
Per far girare di nuovo a pieni giri i polmoni, dopo un paio di mesi di clausura, siamo andati, io e Claudia, a fare una bella passeggiata nel verde dei Giardini della Landriana, a Campo di Carne, tra San Lorenzo ed Ardea (RM). Si tratta di una tenuta di campagna nella quale, a partire dai primi anni ’50, sono stati allestiti vari spazi a tema (Giardino Italiano, Giardino dei Meli Giapponesi, Vasca della Ninfee, Viale Bianco, Viale delle Rose Bonica,

Viale delle Ortensie, Laghetto delle Calle, ecc.) con diverse specie di piante e fiori: curiosissima la pianta a cespuglietto che profumava di Coca Cola. Non è certo paragonabile a Ninfa, per grandezza e varietà di piante, ma ci si passa volentieri una mattinata. Non mi pronuncio sui saccottini di foglie di cedro essiccati al sole e ripieni di zibibbo e cedro candito, sulla composta di fichi (ottima su un formaggio tipo la caciotta di Pienza a mezza stagionatura o la caciotta di Norcia) e neanche sui fichi al mosto (grandiosi), che erano in vendita nel mercatino allestito sui prati della tenuta (sto ancora smaltendo le calorie).
Visto che era quasi l’ora di pranzo, pur non potendo più contare sul mio ristorante del cuore, Da Romolo, proprio nel borgo vecchio di Nettuno (beninteso: il ristorante c’è ancora ma ha cambiato gestione e, sinceramente, non me la sento di rientrare in quelle sale senza trovare il buon Rinaldo che fa la spola, sorridente e premuroso, tra i fornelli e la sala.... e poi ho saputo che il nuovo gestore è proprietario di un negozio di pesce surgelato: se uno più uno fa due....) ho fatto una capatina ugualmente nella cittadina costiera (nella quale ho passato buona parte delle estati della mia vita fanciullesca, sigh!). Vagando per le stradine deserte, tra il vecchio borgo e il mercato, ci siamo imbattuti nel ristorante La Piazzetta: debbo dire che la piazzetta dove sono sistemati 6 o 7 tavoli era fresca e ventilata e questo, oltre l’aspetto curato del locale ci ha fatto propendere per un bel tavolo all’ombra del gazebo. Gli antipasti avevano una bella faccetta ma noi non ci siamo lasciati impietosire ed abbiamo iniziato direttamente con un buon piatto di strozzapreti allo scoglio: la pasta (chiamata strangozzi, pici, gnocchetti ecc. nelle varie parti d’Italia) aveva la particolarità, a differenza degli strozzapreti tradizionali, di essere all’uovo e non semplicemente acqua e farina, ed era splendidamente accompagnata da una buona quantità di cozze, vongole, gamberetti e listarelle di calamaretti, il tutto su una salsina di erbette. Un piatto veramente gustoso malgrado lo scarso impatto iniziale: il condimento era in giusta dose ma la pasta sembrava veramente pochina; comunque iniziando a mangiare, dapprima con parsimonia, si arriva alla fine del piatto soddisfatti e sazi. Debbo ammettere che se la quantità fosse stata il doppio non avrei avuto problemi, soprattutto dopo la camminata nel verde della Landriana, ma effettivamente ammetto che quanto proposto mi ha soddisfatto, e mi ha lasciato lo spazio necessario per gustare poi un’ottima frittura di pesce. Altra particolarità: la frittura, pur essendo definita di paranza, era costituita esclusivamente da una decina di (freschissimi e saporitissimi) pesci: nessuna traccia dei sempre presenti calamari e gamberi (la cui frittura poteva essere richiesta a parte). Una frittura leggerissima con un accompagnamento di insalatina verde a far da base nel piatto. Con acqua, mezzo vino (un non memorabile Soave) e due caffè, per tenerci ancora in vita a quell’ora, con il sole a picco e la palpebra calante, una spesa di 65 euro (24 i due primi e 26 le due fritture). Un locale, dai prezzi ampiamente nella media, in cui ritornare senz’altro, non fosse altro per sperimentare gli antipasti e la discreta cantina, oltre qualche altro sfizietto.

Degna di menzione la anziana donna, in evidente ritorno dalla spiaggia, con “allegato” nipotino pestifero e prepotente: malgrado tutto è riuscita a mandar giù antipasti vari, spaghetti con le vongole, un interno rombo al forno con patate, insalata mista di contorno e dolce finale... alla faccia! la faccia!donna, diipasti vari, spaghetti con le vongole, un interno rombo al forno con patate, insalata mista di contorno e dPer terminare la scampagnata, prima del ritorno all’appiccicosa aria di Roma, una bella oretta passata (quasi a dormicchiare) sugli scogli del porto turistico di Nettuno.
La Piazzetta, Largo Trafelli 5/7, 06/9881440 Nettuno (RM).

La seconda uscita, dopo il mare si va verso la collina, è stata a Zagarolo.
Dopo diversi anni sono tornato a mangiare a Il Giardino, proprio attaccato a Palazzo Rospigliosi e ad una delle antiche porte del paese. Il ristorante, che nasce nel 1931 con l’acquisizione di una parte del giardini di Palazzo Rospigliosi e del grottone adibito anticamente a stalla, affaccia da una parte, con un disimpegno, sul corso del paese e dall’altra, proprio sul bordo del costone su cui sorge Zagarolo, con tavoli all’aperto, sulla strada sottostante e su un tratto di verde campagna. E’ costituito da una parte all’aperto, da una prima grande sala (per la pizzeria), da una intima e più silenziosa saletta, con un acquario che prende tutta la parete lunga della sala

e, appunto, dalla grande sala dal soffitto a botte per il ristorante vero e proprio (ed adibita, a volte, a sala banchetti).

Come primo piatto optiamo tutti e 6 per la particolarità del locale: spaghetti (o mezze maniche), preparati in Amatriciana rivisitata, con un leggero colorito di pomodori pachino ed un buon profumo di guanciale affumicato, mantecati direttamente all’interno di una grande forma di pecorino romano. Il buon cameriere di turno provvede a raschiare vigorosamente ed abbondantemente il pecorino dalla parete interna della forma scavata: tale splendida operazione manteca la pasta, ancora fumante, alla perfezione. Un piatto in fondo semplice ma notevole (anche se, secondo me, rende al meglio con le mezze maniche, saranno gusti...).
Per secondo le tre donne optano per un piatto di antipasti e verdure gratinate al tavolo/buffet; gli altri: un filetto, una coratella con carciofi (e pomodoro!), una frittura di calamari e gamberi (leggera e buona) ed io per un paio di Tordi Matti, la specialità gastronomica di Zagarolo: involtini di carne di cavallo con ripieno di salsiccia, pane ammollato ed aromi. Per gustarli al meglio andrebbero cotti alla brace (soprattutto in periodo di vendemmia): questa volta erano cotti al tegame ed erano gustosi, anche se con un po’ troppo olio di cottura. Con tre insalate, tre sorbetti acqua e vino (non memorabile ed un po’ troppo acidulo vino locale spillato dalla botte) e caffè, una spesa di € 143,50. Tornerò anche qui, per provare altri piatti allettanti, visto che il locale offre buoni piatti di carne e di pesce, anche se ho anche altre indicazioni, per Zagarolo, datemi ultimamente da DanielaD . E la prossima volta, visita al museo del giocattolo.
Piccola nota negativa: pur disponendo di una discreta cantina (un po’ nascosta nella sala pizzeria) le bottiglie in mostra nel salone ristorante erano di scarsissimo valore: vini della zona di non grande pregio e bottiglie di case vinicole esageratamente commerciali - il migliore era sicuramente un Galestro capsula viola (!) -; c’erano addirittura alcune bottiglie di vino bianco australiano Yellow Tail in vendita nei supermercati romani (p.s.: il bianco vale poco, i rossi – anche se tutti con lo stesso sapore ed esageratamente profumati – sono già meglio).
IL GIARDINO - Corso Vittorio Emanuele 5 - 06/9524015 Zagarolo (RM)

VERGOGNATEVI !! Tivoli, Villa d'Este Settembre 2004

VERGOGNATEVI !!! ... SI VERGOGNATEVI ! Perché buttate il vostro inutile tempo tra le mura di squallidi uffici?! E perché, invece di buttarvi a pancia all’aria su una spiaggia della Sardegna (monotoni e senza fantasia), non avete impiegato un giorno delle vostre sudate ferie per andare a godere delle fresche bellezze della restaurata Villa d’Este a Tivoli, invece di passare mezza giornata in coda al casello dell’autostrada ?!
VIA! DI CORSA! .... andate a porre rimedio alla vostra imperdonabile mancanza!
Andate a godere un po’ della rigenerante frescura nei verdi e rigogliosi viali di una Villa d’Este
finalmente tornata alla sua giusta bellezza: le aiuole curate e rifiorite, le fontane bonificate dalle incrostazioni calcaree e dai limacciosi fanghi, gli spruzzi d’acqua (in origine direttamente prelevata dall’Aniene) che finalmente tornano a solcare il cielo in mille giochi di fresche goccioline, davanti al panorama mozzafiato della Città Eterna e della campagna Tiburtina, accompagnati dai suoni delle due fontane “musicali” (che, sfruttando la forza dell'acqua e grazie al gioco di meccanismi idraulici collegati a degli organi, emettono musica ad intervalli di due ore).


E VIA ! DI CORSA! a godere della superba mostra dedicata, al pittore paesaggista Ettore Roesler Franz, (romano di nascita e cittadino onorario di Tivoli per meriti artistici), celebre ritrattista di una “Roma Sparita” (e non solo) che pervade, con le cartoline riportanti le sue vedute ed i suoi scorci di Borgo e delle sponde del Biondo Tevere, ogni bancarella o negozio di souvenir di Roma. Chi di voi non ha negli occhi la ormai classica cartolina della fotografia che ritrae una barca di pescatori sulla sponda del Tevere nel tratto antistante Castel Sant’Angelo, con la basilica di San Pietro sullo sfondo, oppure l’acquerello che ritrae due barche davanti il Tempio di Vesta e Santa Maria in Cosmedin (la chiesa della Bocca della Verità)?

E chi di voi si vuol negare la contemplazione delle sale del Cardinale, della Villa fatta edificare da Ippolito d’Este, recentemente ed egregiamente, restaurate? Non fate i pidocchiosi: il tutto vi costerà soltanto 9 euro ed è a soli 30 chilometri da Roma. E intanto potrete pianificare, a Tivoli, le vostre prossime visite alla torrida ma bellissima (anche se ancora troppo abbandonata a se stessa) Villa Adriana ed alla altrettanto bella e verde Villa Gregoriana, di recente riapertura dopo i restauri del FAI, per goderne i verdi dirupi e le splendide cascate.

E per giustificare ancor più pienamente il mio intervento su questo forum, vi segnalo, a cento metri da Villa d’Este, l’”Antica locanda Mamma Rosa” (Via 2 giugno, 12 tel. 0774/330990), dove potrete gustare piatti cucinati alla maniera locale, un misto di genuinità e gusto con valenti “aperture” a cucina interregionale (carne di Chianina e mozzarella di bufala Campana freschissime). In particolare potrete gustare pappardelle ai porcini, ravioli, pizzarelle e quant’altro. Noi abbiamo optato per Pizzarelle (una pasta di acqua, sale e farina bianca e gialla, simile ai pici umbri e, in altre parti del Lazio, variamente chiamata: strozzapreti, gnocchetti, code ‘e sòreca, ecc.) con carciofi, pancetta e pecorino a scaglie (€ 7,00); ravioli con ripieno di melanzane, pachino e ricotta (€ 7,50); verdure grigliate (zucchine, radicchio e melanzane) (€ 4,00); tagliata di chianina al rosmarino con aceto balsamico e vino cotto (€ 12,50). Ottimo e di rustico sapore l’accostamento carciofi/pancetta/pecorino; delicati, malgrado la ricotta e la melanzana, i ravioli; tenerissima e gustosa, oltre che abbondante, la tagliata, servita direttamente nel tegamino di metallo (ad essere pignoli, leggermente troppo cotta per i miei gusti, ma a me la carne piace quasi cruda). Il servizio è - cosa sempre più difficile a trovare - estremamente cortese e curato, con una punta di simpatia tipicamente paesana. Offerti dalla casa, a compensare la presenza del “coperto” da € 1,50 a persona, due gustose bruschette con pomodorini e liquori a fine pasto. Con 2 caffè, finalmente buono e non languido o “ferroso”, 2 bottiglie d’acqua e ½ litro di gradevole rosso sfuso della casa (comunque valida la lista dei vini in cantina) un totale di € 44,00 ben spesi. Si può mangiare nella piccola saletta interna (decorosa e “condizionata”) o nel cortile all’aperto, ombreggiato da ombrelloni, con “affaccio” su una stradina interna e tranquilla. In fin dei conti una giornata cominciata bene e, dopo 3 ore di cammino tra Villa e mostra, finita ancor meglio da “Mamma Rosa”, un posto da frequentare con maggior assiduità.

P.S.: Comunque, visto che oramai la mostra su Roesler Franz a Tivoli è terminata, potete semplicemente andare (almeno questo fatelo) al Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio 1/b. Al primo piano del museo potrete rimanere affascinati da 26 suoi magnifici acquerelli che ritraggono scene di vita quotidiana, soprattutto all’interno del Ghetto ebraico o lungo il Tevere, alla fine dell’800 o, anche, ammirare le ricostruzioni di ambienti ed abiti della tradizione romana nella parte del museo dedicata al Folklore Romano. Il tutto vi costerà soltanto € 4,20 (orario della mostra: 10.00 - 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00); chiuso il lunedì biglietto: intero euro 2,60 - ridotto euro 1,60). VERGOGNATEVI se (almeno qui) non ci andate!

17 agosto 2006

VIESTE E GARGANO - Giugno/Luglio 2004

Allora, tanto per cominciare a dare corpo al mio blog, inserisco alcuni racconti di viaggio e recensioni che ho fatto negli ultimi tre anni (le recensioni le avevo già pubblicate nei forum della Cucina Italiana e di Viaggi e Sapori).
Iniziamo con il viaggio in Puglia fatto nell'estate del 2004 (l'anno precedente eravamo stati ad Otranto, zona bellissima il Salento; ma di Otranto parlerò a parte).

Di ritorno dal Gargano (eravamo di base a Vieste) vi relaziono sulla mia, purtroppo breve vacanza. Le escursioni che ho effettuato:
PESCHICI: (carino il centro storico nel castello: un intrico di stradine e vicoletti, rigorosamente in salita (ammazza che sudate!)

pieni di negozietti di artigianato, abbigliamento, oggettistica varia, debbo dire abbastanza economici rispetto ad altri posti (Vieste compresa); merita assolutamente una visita, e relativa spesa, la cantina del frantoio “Al vecchio frantoio”, in Piazza Fioritti, dove si possono trovare profumatissimi olii (spremitura a freddo) … a 6 euro al litro!, olio limonello (olive e limoni spremuti insieme), melanzane fave ed olive sottolio. Hanno anche un indirizzo di posta elettronica per spedizioni in tutta Europa… io con meno di 25 euro ho depredato il punto vendita. A fianco c’è un meraviglioso forno che vende pane e dolci ancora caldi (che profumino…. e che sapore!): da provare le “Cartellate”, Frittelle di farina, miele, vino cotto, cannella e mandorle, o le “Ostie ripiene”, ostie ovali di varia grandezza “ripiene” di mandorle intere caramellate in zucchero, miele, cannella e vino cotto. Da vedere anche la minuscola chiesetta (con 2 lampadari stile anni ’50 !?!?!)

di Santa Maria del Suffragio (della Congregazione del Purgatorio) con il bel soffitto e l’organo in legno (da risistemare…).
MONTE SANT’ANGELO: Una bella gita, attraverso la Foresta Umbra (ma ci si può arrivare anche, e prima, con la Litoranea Vieste-Mattinata-Manfredonia); da visitare il castello, con splendida vista sul mare, sul paese (visto dall’alto sembra un po’ Erice) e sui monti dell’interno, e la grotta dove sembra sia apparso, nel 490 d.c., l’Arcangelo Michele.

A 9 km la splendida Abbazia di Santa Maria di Pulsano, abbarbicata su rocce scoscese sulle quali sono le celle dei monaci eremiti.
FORESTA UMBRA: un bel percorso, da Vieste all’interno della Foresta Umbra, con molte aree per picnic e percorsi nel verde di undicimila ettari di faggi, querce, aceri, e carpini con esemplari di eccezionale età e dimensioni; bello il laghetto ricolmo di pesci di tutte le dimensioni e l’area con i caprioli.
Degne di nota anche le località di Vico del Gargano e Rodi Garganico.
Ma la più bella gita è sicuramente il giro delle GROTTE MARINE, da Vieste alla Baia delle Zagare, nella zona di Mattinata. Uno splendido giro in barcone (13 euro a persona, per 3 ore e ½ di mare, assolutamente ben spesi. Due “corse” al giorno: dalle 08.30 alle 12.00 circa e dalle 14.00 alle 17.00 dal porto di Vieste: consiglio la prima, per il sole meno intenso e la migliore luce per chi voglia immortalare la gita con foto o telecamere). La costa è un susseguirsi di calette e baie incastonate in rocce bianchissime che sembrano tagliate con il coltello, con pini a picco sul mare.

Le grotte (Campana,

Sfondata,

dei Contrabbandieri, dei Due Occhi, dei Colombi, dei Sogni, della Tavolozza,

dei Pomodori di mare, dei Pipistrelli, degli Innamorati, con l’Architiello di San Felice,

l’Arco di Portogreco, l’Arco Ricamato, la Grotta Smeralda, la Baia di Campi, di Vignanotica, di Pugnochiuso, e delle Zagare, sono tutto un tripudio di colori e di profumo di mare.
Infine VIESTE: mi ha un po’ deluso la parte nuova mentre il borgo antico,

nella cinta di mura medievali, merita una visitina (è anche pieno di ristorantini), così come gradevole è una passeggiata in fondo al Corso, sul Lungomare, che termina in un ampio piazzale ai piedi delle mura del borgo e con vista sul Faro;


di sera, con la luna piena, la luce del faro ed il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli, anche se pieno di gente e praticamente al centro della cittadina, è un posticino che ha del romantico. Essendo stato lo scorso anno ad Otranto mi ha un po’ deluso, come dicevo, l’aspetto un po’ troppo “turistico” della cittadina: i prezzi (dagli alimentari -pesce escluso-, all’abbigliamento, e in media nei ristoranti) sono un po’ più alti che non a Peschici o Otranto.
E veniamo all’aspetto gastronomico della vacanza:
Anticipo che spesso e volentieri, avendo avuto la possibilità di cucinare nel nostro residence, abbiamo optato per una bella pepata di cozze, souté di cozze e vongole o spaghetti agli scampi (cozze 2 euro al kg, vongole -in vendita ancora vive: si vedevano le “corna” che si muovevano e sputavano schizzi d’acqua- 8 euro al kg, 12 splendidi scampi 7 euro): con una media di 15 euro mangiavamo in casa, in 4, dello splendido pesce fresco. Ho comunque sperimentato anche alcuni posti che ho trovato o che mi erano stati segnalati:
Vieste: presso il bar dello stabilimento L’Approdo, sulla spiaggia di Pizzomunno,

ho avuto lo splendido ardire di provare un piatto di cavatelli con cozze e fagioli cannellini (7 €) serviti addirittura in una pirofila di terracotta (praticamente 2 porzioni) ed accompagnati da uno splendido sughetto che, come il Galateo insegna, non mi sono azzardato a ripulire facendo la scarpetta (a Milano: pucciare il pane)...PARE VERO! Di secondo una tenerissima e freschissima insalata di mare (polipo compreso, a soli 6 €). Ci sono dovuto tornare dopo un paio di giorni per provare la pasta ai frutti di mare, ricca e gustosa: 3 scampi giganti ed una infinità di cozze, vongole e pezzetti di polipo (non minuscoli tentacoli di polipetti): era più pesce che pasta a soli 7 €. (C’era anche una invitante parmigiana di melanzane, caciocavallo alla piastra (notevole), spaghetti alle cozze o vongole, ma non ho osato oltre). Non memorabili, invece, gli spaghetti zucchine e gamberetti. Il tutto accompagnato da un fresco e bevibilissimo frizzante Bianco Venegazzù di Montelvini (11,5°). Consiglio la frequentazione di questo stabilimento, proprio sotto il faraglione di Pizzomunno e la rupe di Vieste, con un pizzico di comprensione per la leggermente svaporata ragazzetta ai tavoli: si perde un po’ nei conti e nelle ordinazioni ma se la si segue un po’ si può godere di una buona mangiata in riva al mare: in fondo il pesce è freschissimo, le portate abbondanti, il condimento giusto, anche nel piccante, il servizio veloce ed i prezzi abbordabilissimi.
Da provare la cena sul trabucco della Baia di San Lorenzo (generalmente la domenica): si pesca dalle 17 alle 20, alle 21 si mangia il pescato e dopo cena fuochi d’artificio sul mare: bella giornata.
In Località Montincello, a 5 km da Vieste, c’è la Pizzeria “Braceria” Pane e Pomodoro. Servono notevoli grigliate di carne e soprattutto pesce, cotte alla brace di legna particolarmente profumata – segreto del fuochista – per aromatizzare ulteriormente soprattutto la carne. La grigliata di carne è ottima ed abbondante (22,50 € una porzione per 2), così come quella di pesce (19,50 € x 2). Come antipasto due belle fette di bruschetta con pomodoro e ruchetta bagnate da ottimo olio locale, un bel piatto di salumi e formaggi vari, con olive piccole e saporitissime, o di verdure grigliate al momento (6,50 € l’uno); da segnalare anche ottimi spiedini di calamari con mollica, cotti sempre alla brace (7,50 €) o una bella e profumata pasta e ceci. Il tutto bagnato da vino sfuso della casa o da un bel boccale di Birra HB (che bei ricordi Monaco di Baviera...). L’unica pecca (!) è che fanno la spesa giornalmente, puntando più sulla qualità che non sulla quantità, e se si arriva dopo le 20,15 si rischia di non trovare molto pesce. Senza infamia e senza lode la pizza o i calzoni con prosciutto, funghi, pomodoro e mozzarella. Alla fin fine si cena in 4 con circa 60 € sotto i pini e le cicale che cantano. Nota di colore: le mura del bagno, nel prato, sono costituite da una grande botte adattata all’uso.
Ho provato anche il “Box 19” a Vieste, in Via Santa Maria di Merino, gustando delle gradevoli orecchiette con cavolfiore bianco e gamberi ed un ancora più buono risotto bianco con frutti di mare (6 € ciascuno). Di secondo frittura mista, leggera, o grigliata di pesce, abbondante e saporita. 2 fritture e 2 grigliate = 43 €. In apertura antipasti di mare misti, cruditè di frutti di mare, ricci, ostriche (fuori stagione ?) e cannolicchi. Souté di cozze e vongole o bruschettine con pomodoro e ruchetta. Riepilogo: 2 orecchiette, 2 risotti, 2 fritture miste e 2 grigliate, accompagnate da un ottimo (un pochino amarognolo nel sapore andando avanti con la serata perché non servito con secchiello per ghiaccio, ma ugualmente valido perché “non incoccia”) Vivace 2003 di Rivera (11,5°) . Il tutto a 85 €. Gradevole mangiata, buona bevuta, prezzo ottimo. Se vogliamo cercare il pelo nell’uovo, non avrebbe guastato il secchiello del ghiaccio per il vino, bianco e leggermente frizzante che perde un poco di verve scaldandosi, e le pinze per aprire le chele di gamberoni e scampi, un po’ restii a cedere visto il loro calibro). Grazie a coloro i quali, e sono stati almeno 3, me lo hanno consigliato. Serata gradevole e servizio cortese (altra nota di “colore”: piacevole anche la moretta, un po’ Natalie Cole nei lineamenti, cortese nel servizio e “simpatica” nel suo completino nero), prezzo del vino, solo 7 €.
Tra gli altri vini che ho avuto la possibilità di assaggiare, il più meritevole di nota è stato un:
Rosso Daunia Vignavecchia della Vinicola San Paolo di Cerignola, vendemmia 2002 (6,00 - 6,50€), da uve Sangiovese, nero di Troia e Negroamaro, 13,5°. Di struttura solida con un bouquet ricco e notevole corpo, il profumo è veramente intenso. Viene consigliato di servirlo a 18°-20° ma leggermente più fresco, secondo me, sprigiona ancora meglio il suo profumo.