13 agosto 2007

PASSEGGIATA A SARACINESCO

Ed eccoci a fare una passeggiata veramente ad un tiro di schioppo da Roma: basta prendere la A24 l'autostrada Roma-L'Aquila e, dopo neanche 45 chilometri dal Campidoglio, (uscendo a Castel Madama o, meglio, a Vicovaro Mandela) si incontrano, nella Valle del Giovenzano, 7 paesini veramente meritevoli di una visita: Cerreto Laziale, Ciciliano, Gerano, Pisoniano, Rocca Canterano, Sambuci e Saracinesco. Conoscendo già Sambuci, che avevo avuto occasione di visitare tre o quattro anni fa in occasione della Sagra della Polenta (e te pareva !!!!), avendo comunque intenzione di tornarci (nella zona meritano una visita anche Arsoli, Carsoli, Anticoli Corrado, Guadagnolo e il Santuario della Mentorella (retto da preti polacchi e caro a Papa Wojtyla), Capranica Prenestina e Castel San Pietro Romano - il paese di Pane, amore e fantasia, I due marescialli e molti altri film), optiamo per Saracinesco. Il paese deve il curioso nome non ad una improbabile "serranda" ma al fatto che, poco prima dell'anno Mille, vi si rifugiarono i Saraceni che, risalendo il Garigliano, tentavano di conquistare Roma. Respinti, si rifugiarono appunto su questo monte (circa 900 metri d'altezza), che ha la caratteristica di essere praticamente su un cocuzzolo circondato da altre montagne che, come vedrete nelle fotografie, si intravedono sullo sfondo di ogni scorcio. Il paese è popolato da meno di 200 abitanti ma, soprattutto in estate, qui e nei paesetti vicini si svolgono decine di manifestazioni e sagre: i sette paesi del Giovenzano sono infatti molto legati tra di loro da tradizioni e manifestazioni comuni.

Vista a 180° dalla piazzola panoramica all'entrata del paese

Le stradine sono talmente strette e ripide che si deve lasciare l'automobile nel posteggio all'entrata del paese e farselo tutto a piedi)
Non ci credevate eh !?! Angoli di creatività e serenità... ...ed angoli "perigliosi" e più inquietanti.
Dalla terrazza panoramica sopra la piazza principale si può ammirare un panorama mozzafiato

A parte la natura quasi incontaminata che circonda questi sette paesi (ricchi di percorsi nella natura, per chi ama fare trekking ed escursioni), c'è da dire che sono tutti molto attivi anche dal punto di vista culturale: ad esempio a Gerano c'è il Museo delle Scatole di Latta (dove sono esposte oltre 700 scatole di latta prodotte tra il 1890 ed il 1950) ed il Museo dell'Infiorata, a Pisoniano c'è il Museo della Canapa, a Cerreto Laziale la Galleria d'Arte ed a Saracinesco un curiosissimo Museo del Tempo all'aperto. Questo "museo" è costituito da ben sette "strumenti di misurazione del tempo" dislocati in vari angoli del paese.

La affascinante e complessa Meridiana Sferica di Matelica

Due delle altre meridiane
Salendo per le strette viuzze del paese faticherete un po' ma sarete ben ricompensati perchè lungo il cammino potrete far sosta, curiosando intorno alle meridiane, e perchè dal punto panoramico sopra la piazza si gode un paesaggio mozzafiato sulla Valle del Giovenzano. Per non parlare del fatto che vi si trovano anche alberelli di visciole e rovi pieni di more (inutile dire com'è finita quella nera nera...... d'altronde erano le 13......)

Vabbe'......: com'è finita ve lo faccio spiegare meglio dal mi' babbo.............


In effetti abbiamo trovato anche un ristorantino meritevole di recensione (che faccio) e che ci ha veramente stupito: in un paesetto del genere, arroccato sui monti, ci saremmo aspettati di più una trattoria "alla buona" che non un ristorante che ha, si, l'aspetto semplice ed essenziale della trattoria di paese (anche se con qualche personalizzazione che attira lo sguardo, come un'enorme vassoio iracheno con un coperchio pesante decine di chili), ma solo quello: la ricerca delle materie prime è in effetti scrupolosissima, così come la presentazione delle portate. Il ristorante (per la verità la dicitura riposta: Circolo Gastronomico) si chiama, ovviamente, Il Saraceno ed il cuoco (esclusivamente per passione e molto pignolo nella preparazione e presentazione delle portate) è Alfredo Di Giovanni, coadiuvato in sala dalla moglie Stefania. Noi (in 4) abbiamo scelto degli gnocchetti al tartufo nero con asparagetti selvatici e formaggio di fossa, un piatto di gnocchetti alla sorrentina e due di gnocchetti con asparagetti selvatici, porcini e fondo di Castelmagno: tutti e quattro giustamente abbondanti in quantità e veramente gustosi per equilibrio e sapidità. Di secondo un coniglio porchettato (strepitoso), una porzione di roastbeef con emulsione di olive nere, una di fette di stinco d'agnello ed un piatto di prosciutto toscano (pepato e buonissimo) con mozzarella di bufala. Si può scegliere anche tra portate particolari quali: insalata di ovoli (in stagione), radicchio trevigiano con burrata pugliese (assaggiata ed ottima veramente), mezze maniche alla bottarga, faraona al cartoccio, pernice in crostone, tordi alla Artusi, tagliata o bistecca di Chianina e lombatine di cervo con scalogno e lardo di Colonnata. L'unico "inconveniente" (ma quando si sta bene a tavola non è poi un inconveniente, per me) consiste nel fatto che bisogna attendere una ventina di minuti in quanto ogni preparazione è RIGOROSAMENTE espressa. Ma il tempo, chiacchierando amabilmente con Stefania, scorre veloce. Abbiamo speso, con acqua, vino, caffè, un rosso "indigeno" (prodotto nel territorio tra Gallicano e Castel San Pietro Romano) ed un bicchiere di Moscato Rosa: 113€.

Circolo Gastronomico Il Saraceno - Saracinesco, telefono 0774 731060 (chiuso il martedì ed il giovedì)

...andateci :-D

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