E, scusandomi per l'assenza di qualche giorno dovuta ad un piccolo interventino, vi invito a continuare la passeggiata per Volterra in festa, arrivando alla ricostruzione di una villaggio medievale, la Volterra del 1398.
Voi mi preferite "gentil pulzella"...
o "soldato di ventura"?
Ma, bando alle ciance, entriamo nel villaggio !
Sono ricostruite scene di vita e botteghe del tempo. Ovviamente tutto quando si paga non in euro ma nella moneta locale del tempo: il Grosso Volterrano (il cambio in € è alla pari).

Dopo i banchi di frutta e verdura e quello della creazione delle pergamene, c'è un'antica mola, ovviamente azionata da un somarello.
E non possono mancare le taberne...

Nel villaggio si possono fare strani incontri: da un appestato ad un novello Alighieri...
a giocolieri, musici e funamboli...

ai braciai...
ai mendicanti ed agli appestati...
ai saltimbanchi...
Ma si può anche rischiare di lasciarci la testa...
o di essere messi alla gogna...
Ma ci si può poi sfogare tirando con la balestra.
O facendosi "contaminare" da una sigaretta...
da una cartata di fritto...
o da un bel bicchier di vino speziato ai chiodi di garofano.
Alcune scene di vita ci mostrano antichi mestieri (magari ancora oggi esistenti): qui una donna sta salando delle forme di pecorino e dei pezzi di lardo.
Mentre una seria bambina carda la lana.

Un anziano crea dei cesti in vimini.
Ed una signora lavora al fuso.
Vicino a lei un uomo sistema il telaio.