29 aprile 2009

PREMIO SIMPATICO

Quella "quasi vecchiaccia" della mia amica Antonella (si, uno dei miei Angeli) mi ha tirato in ballo con un premio

molto simpatico e divertente, infatti ci permette di farci una risatina con una barzelletta (soprattutto per me che a raccontarle sono negato).

Il regolamento:

1) scrivere una barzelletta oppure un racconto reale che riteniate buffo e divertente,
2) assegnare il premio ad un minimo di 5 blog, linkandoli.

Intanto i miei 5 prescelti/condannati sono questi:

LAURA

ALESSANDRA

SABRINA & LUCA

ALEX

VIVIANA

Ed ora ...via con un po' di OUTING !!!

Un uomo ricco doveva scegliere la propria sposa tra tre bellissime ragazze.
Scelse di metterle alla prova per vedere quale delle tre fosse la più degna di diventare sua moglie.
Prelevò 30.000 dollari dalla sua banca e ne diede 10.000 a ciascuna, dicendo: “Spendeteli come meglio credete”.
La prima donna acquistò gioielli, vestiti, scarpe, andò dal parrucchiere e dall’estetista e, tornando dall’uomo, gli disse: “Ho speso tutti i soldi per essere bella per te, per piacerti. Questo perché ti amo”.
La seconda acquistò un televisore a schermo piatto gigante, una vasca idromassaggio, un’attrezzatura da golf completa ed un abbonamento alla squadra di calcio preferita dell’uomo, a cui disse: “Ho comprato tutto questo perché voglio farti sentire un re. Per farti divertire nel tempo libero e per il massimo del relax. Tutto perché ti amo”.
La terza investì oculatamente i soldi in borsa e li raddoppiò: rese i 10.000 dollari all’uomo e gli disse: “Ho investito i tuoi soldi al meglio guadagnandone altri. Ti ho restituito la tua parte perchè non voglio pesare sulle tue finanze ed ora posso comprare ciò che desidero con quelli che ho guadagnato per me. Tutto perché ti amo”.
Alla luce dei fatti l’uomo si mise a riflettere su quale potesse essere la scelta giusta…
...Riflettere...
...Riflettere...
...Riflettere...
...Riflettere...
...Riflettere...
...Riflettere...
La scelta non era semplice…
...Riflettere...
...Riflettere...


E sposò quella che aveva le tette più grosse !


Perché un uomo può anche riflettere molto… ma finisce per fare sempre le stesse minchiate !!!

24 aprile 2009

MI DISPIACE, DEVO ANDARE.....

Una volta lo cantavano in "Tanta voglia di lei"... adesso a dirlo è stato il batterista storico del gruppo, Stefano D'Orazio. Ovviamente parlo dei POOH, il mio gruppo musicale italiano preferito (insieme ai Tazenda ed agli Stadio). Ultimamente in tv, dopo l'annuncio dell'abbandono del gruppo da parte di Stefano, ho visto gli altri tre abbastanza "tirati" in volto e, anche se tentavano di far vedere che accettavano la scelta con filosofia, c'era una punta di livore nei loro sguardi, un "come ti sei permesso di rompere il giocattolo". E forse, per ora, il più saggio mi è sembrato "DJ Francesco" (Facchinetti, il figlio di Roby, il tastierista del gruppo) che, intervistandoli in radio, ha detto a Stefano: "Resterai sempre il mio zio".
Certo capisco che dover interrompere un connubio che, almeno tra questi 4, dura da ben 39 anni sia duro da mandar giù ma, dopo oltre 43 anni di sogni, emozioni, musica e parole capisco che uno di loro possa dire: "Io mi fermo qui: da oggi penso alla mia vita ed a tutte le altre cose che ho sempre sognato di fare in questi anni ma ho accantonato per la carriera". Certo che Stefano D'Orazio di cose da fare, negli ultimi 40 anni, ne avrà accantonate parecchie; rinunciandovi per regalarci emozioni ogni volta che saliva sul palco. Ed io non posso che ringraziarlo per tutte le centinaia di volte che l'ho sentito picchiare i bastoncini su piatti, triangoli e tamburi.
Il gruppo che ha fatto la storia della musica leggera italiana sono convinto che andrà avanti ancora per un po', magari con un altro batterista, certo per loro non sarà lo stesso (e, forse, anche un po' per noi, ma sopravviveremo, come quando ci fu l'abbandono di Riccardo Fogli), ma sono sicuro che continuerà a darci ancora tante emozioni; e Stefano canterà con loro.... stavolta dall'altra parte del palco.
GRAZIE PER TUTTI QUESTI "ANNI SENZA FIATO" !!!

Foto da http://www.ilmiotg.it/

E questa è la lettera d'addio che Stefano D'Orazio ha scritto sul sito ufficiale del gruppo:

“Sono Stefano D’Orazio… Quello dei Pooh.

Sono al capolinea. Sto per scendere dalla grande astronave luminescente e fortunata che per tanti anni mi ha trasportato oltre le mie aspettative in una lunga avventura indimenticabile, spesso faticosa, quasi sempre straordinaria.

Un viaggio iniziato spensieratamente, quasi per gioco, in quel tempo in cui il mio futuro, sembrava essere così lontano che ero certo di potermi prendere tutto il tempo che volevo prima di affrontarlo. E così, in attesa di diventare “grande” e di fare “le cose per bene”, sono salito, tanto per farmi un giro, sul quel traballante ottovolante che, in quel tempo, solo in pochi chiamavano musica. Niente cinture di sicurezza e niente casco, ero leggero ed incosciente, senza bagagli, perché immaginavo non mi sarebbero serviti, d’altra parte al Luna Park non ci si porta neanche lo spazzolino da denti, si entra, si spara nel centro e se ti va di lusso vinci una bambolina e torni a casa che magari non s’è ancora fatta sera.
E invece no, all’improvviso l’ottovolante è diventato mongolfiera e forse spinto da venti di fortuna, ho cominciato a volare. Tra una nuvola e un temporale il mio pallone è diventato aeroplano e poi astronave, muovendosi per una rotta che non sapevo bene dove mi avrebbe portato, ma che avevo la sensazione che poteva essere quella giusta. E le cose sono andate.
Sono diventato un buon cliente di “Popland”, ho vinto telegatti e pesci rossi, ho raccontato le mie piccole fantasie a gente che forse, come me, aveva bisogno di piccole cose per addormentarsi felice.
Ho incontrato applausi e neve in autostrada, ho sorriso alle lucette rosse delle telecamere e ai miei amori importanti, ho rotto bacchette ed amicizie troppo grandi per sopportare le mie eterne lontananze, ho tenuto a battesimo i figli degli altri senza avere mai avuto il coraggio di farne uno mio, ho messo tutto il mio tempo e tutto il mio talento nella grande avventura che mi ha accompagnato fin qui stappando bottiglie frizzanti e qualcuna che sapeva di tappo e ho spento da poco 60 candeline rendendomi improvvisamente conto che tutto quello che potevo dire in questa fortunata dimensione, l’avevo già detto.
Non è facile decidere di dire basta quando tutto va alla perfezione, quando il successo con la esse maiuscola non sembra essere ancora stanco di accompagnarti, non è stato facile per me e so per certo che non lo è stato neanche per i miei “amici per sempre”, ma ho sentito l’irrefrenabile bisogno di mettere un punto alla mia vita e voltare pagina.
Il mio futuro non è più così lontano e tutte le “altre” cose che “prima o poi” mi ero promesso di fare pretendono di essere fatte.
Non so bene da dove ricominciare.
Forse scoprire il senso della noia, che non ho avuto mai il tempo di apprezzare.
Forse viaggiare accorgendomi magari che tutte le città che credo di conoscere, oltre ad uno stadio, ad un teatro o a un palasport, sono fatte anche di gente e di storia.
Forse finire di leggere tutti i libri che ho dimenticato aperti sui comodini degli alberghi.
Forse scrivere il “mio libro” sperando che qualcuno possa dimenticarlo aperto su qualche comodino.
Forse raccontare ai ragazzi cose di musica e di vita e riuscire a scommettere che a farcela possono essere più di uno su mille.
Forse semplicemente coltivare capperi a Pantelleria e la sera andare a cena da Mario.
Forse chissà, ma di certo c’è, che la mia stagione da Pooh è finita, senza colpe né rimpianti. Mi si è semplicemente spento quell’entusiasmo che è sempre stato il motore del mio fare.
Ero partito senza bagagli dicevo, ma strada facendo ho dovuto comprare parecchie valige per riuscire ad infilarci dentro tutto quello che mi accadeva, e oggi rovistando tra i ricordi mi sono reso conto che prima di scendere dalla grande astronave, devo dire tantissimi grazie.
In primis ai miei 3 compagni di viaggio senza i quali la mia mongolfiera non si sarebbe mai alzata da terra, hanno avuto l’incoscienza di credere ai miei voli pindarici e la pazienza di sopportare i miei ruzzoloni. Con loro ho trascorso i miei tempi migliori ed ho diviso il meglio di questa lunga storia.
Grazie alla mia famiglia, a mio padre e a mia madre che forse non volevano immaginare che avrei suonato il tamburo per tutta la vita, ma che anche oggi che non ci sono più continuano ad accompagnare il mio andare e mi hanno lasciato dentro il senso indelebile del vivere onesto.
Grazie al “popolo dei Pooh” che ha voluto farmi arrivare fino a qui.
Grazie a tutti coloro che hanno accompagnato le mie notti e i miei giorni di lavoro.
A quelli che si sono stancati con me per preparare i miei momenti migliori.
A quelli che senza mai prendere un applauso sono stati gli artefici di mille applausi.
Ai ragazzi che hanno smontato e rimontato mille volte le mie batterie.
A chi mi ha insegnato che la musica è il più bello di tutti i lavori.
A chi mi ha insegnato che questo lavoro non è solo musica.
A chi scrive sui giornali e che male o bene ha scritto di me.
A chi dalla radio o dalla televisione ha fatto arrivare alla gente le mie piccole storie.
Alla mia unica ed “eterna” casa discografica.
Ai collaboratori di ieri e di oggi.
Alle mie ragazze della “stanza dei bottoni”.
A chi è cresciuto accanto alla mia scrivania e oggi sa come si fa, molto meglio di me.
Grazie a tutti quelli che sanno che gli sono amico e che sanno che anche domani potranno contare su di me.
Grazie a tutti quelli che mi saranno amici anche domani.
Grazie, io scendo qui”.


Stefano D’Orazio

22 aprile 2009

SONO DIVENTATO PAPA' !!!

Si... babbo di un bel bimbetto "esquimese" morbidoso !!!
No, non è un errore di gioventù ne merito (o colpa) dello spirito santo, però un angelo c'entra anche qui: proprio quello "moro" dei miei "Charlie's Angels" si è incarnato sotto forma di corriere espresso e mi ha fatto avere un po' di lievito madre, a sua volta proveniente nientepopodimeno che da QUI e dalle SIMILAR SISTER (le Sorelle Similiiii).
E chissà quante bustine ne ha spedite, in Italia e addirittura all'estero... vedi qui e qui... Fatto sta che da qualche giorno sta pagando dazio perchè la martelliamo di richieste (sul blog, per email, su Facebook) sul come si cambia il pannolino (si rinfresca), come si prepara la pappa (quanta se ne utilizza e come), come si mette a letto (come si rimette a riposare in frigo). E dopo gli altri angeli anche io, Bosley, ho finalmente panificato il mio primo pane da lievito madre.
Dopo il primo rinfresco ne ho prelevato circa 230 grammi ed ho aggiunto altrettanta farina manitoba e 500 grammi di farina 00, il tutto amalgamato con circa 400 ml. d'acqua tiepida e circa 20 grammi di sale fino. Ho messo il tutto a lievitare in frigo per una notte e la mattina dopo ho tolto dal frigo (sinceramente era lievitato pochino pochino ma pesava tantissimooo); lasciato però a temperatura ambiente si è quasi triplicato ed alle 18 ho infornato per circa 40 minuti dopo avergli dato forma di filoncino, spolverato con un po' di semola e fatto 5 tagli sopra per farlo "respirare".
Inutile dire che, seppur rimasto pallidino, la crosta è scrocchiosa e... ne ho mangiato quasi metà ! Delizioso !!!! Ora sarà la mia maledizione, lo so !!!
Spero solo di poter essere un buon padre, però sia chiaro che la sera lo farò rientrare categoricamente entro le 11 !!! Ma per ora.........

20 aprile 2009

CI SONO DEI MOMENTI NELLA VITA......

Nooo, purtroppo per voi non mi riferisco al monologo teatrale di Roberto Lerici, reso famoso da Gigi Proietti (quello lo potete vedere QUI) nei suoi spettacoli.
Eh si, sarà capitato sicuramente a tutti voi di non avere l'ispirazione, di non saper che ricetta postare sul vostro blog (tantomeno sul mio che non è propriamente un blog di cucina), ed allora andate freneticamente, quasi posseduti da una ipnotica febbre tropicale (anche se si tratta di una semplicissima "ansia da prestazione del foodblogger"), a scartabellare tra tutte le migliaia di foto scaricate sul vostro computer in cerca di qualunque cosa: dalla torta del 78° compleanno della zia zitella, all'antipasto della comunione di Nicolino, alla foto scattata dalla finestra al vicino di fronte, che ha la cucina proprio di fronte alla vostra e con il superzoom si arriva a vedere cosa mangia di buono oggi...
Ma, dopo esservi resi conto che avete almeno 784 foto che fanno veramente schifo (e che avete spostato nel cestino slogandovi l'indice della mano destra e procurandovi un'infiammazione degna del "gomito del tennista" con il mouse) ed altre 563 foto di cui non ricordate assolutamente dove le avete scattate o perchè e..... "...ma la terza da destra, quella tra Maria e zia Adelaide, CHI CAVOLO E' !?!?!"... raschiate il fondo del barile finchè non vi imbattete nell'idea che vi metterà contro tutta la blogsfera (dove tutti postano ricette realizzate alla perfezione e foto scattate con stile e fotocamera degni di Oliviero Toscani).......

MA SIIIII: FOTOGRAFIAMO GLI AVANZI DELLA CENA DI COMPLEANNO CON I PARENTI DI IERI SERA E CHE CI SIAMO SPAZZOLATI OGGI A CENA !!!

Tanto l'ispirazione tornerà presto (e magari strappiamo un sorriso agli amici)...

Comunque mezzo bicchiere di Moet & Chandon con le mozzarelline e la frittata di guanciale, mentuccia e pecorino ci sta proprio bene, hahahahaha

16 aprile 2009

SERATINA PESCIAROLA IN TUTTA RILASSATEZZA

E si, dopo le tante abbuffate di Pasqua (anche se devo ancora finire una frittata alla mentuccia di mia madre ed una pastiera della mia zia napoletana) ci voleva proprio una seratina light.
Ho comprato un bel carpaccio di polpo (ma si può benissimo farlo in casa in quattro e quattr'otto, solo che ho ancora casa sottosopra dei tanti impicci riportati dall'Umbria e di quelli da portare al box) e l'ho accompagnato al tonno (che avevate già visto QUI).

Per il carpaccio di polpo serve un bel polpo da almeno 1,5 kg.

Dopo avergli tolto gli occhi, il becco e le interiora lessare il polpo (in acqua salata fredda) in pentola a pressione per 20/25 minuti dal fischio, e farlo raffreddare un po' lasciandolo nella pentola con la sua acqua di cottura. Poi sistemarlo sulla tavola da lavoro e ripiegare la parte terminale dei tentacoli all'indietro, all'interno degli altri. Anche la testa va staccata ed inserita tra i tentacoli. Avvolgere il polpo così disteso con della pellicola da cucina, stingendolo molto. Così il polpo sembrerà una sorta di "salamino"; quindi avvolgerlo in carta di aluminio e metterlo in frigo per una notte. Per servirlo si può tagliare con un coltello affilato dalla lama larga oppure utilizzare un'affettatrice, stando bene attenti a non "sfrangiarlo". In alternativa alle pellicole si può togliere con l'apriscatole la base superiore di una lattina rotonda di olio di arachidi (Oio) o di birra (Faxe). Tirare fuori dall'acqua il polpo mettendolo, intero ed ancora tiepido, dentro la lattina, cercando di non lasciare vuoti. Pressare bene, con un bicchiere od un batticarne, che entri nella lattina preciso a misura, e far freddare il tutto tenendolo sempre compresso. Mettere poi in frigo tutta la notte.

Per condirlo ho utilizzato dell'olio extravergine di oliva (circa 4 cucchiai), una grattatina di pepe nero e di Sechwan, un pizzico di sale affumicato, mezzo cucchiaino di salsa di soia, uno di (vero) aceto balsamico, mezzo cucchiaio di succo di limone, mezzo cucchiaino di semi di finocchio selvatico (finissimi) ed un paio di pizzichi di polvere di buccia d'arancia.
Visto che Julia ha pensato a me per un premio (o solo per dirmi "Vieni avanti..."creativo"" hahahahaha) le "dedico" questo carpaccio.
Di "secondo" ho ridotto a dadolata il tonno, l'ho passato in un misto di farina (un paio di cucchiai), semi di papavero (mezzo cucchiaio) e semi di sesamo bianchi e neri (tre cucchiai in tutto) e l'ho scottato in padella con appena un filo d'olio ed un cucchiaio scarso di salsa di soia. Ho condito con un altro cucchiaino di olio extravergine e mezzo cucchiaino di semi di finocchio (non selvatico stavolta).

13 aprile 2009

ZOLLETTE ALLA LIQUIRIZIA PER VIRGINIA

In effetti non so se con questo post posso veramente partecipare al concorso di Virginia,
perchè le zollette nel barattolo ci rimangono proprio lo stretto necessario a poter essere pronte per essere gustate...
La preparazione è semplicissima, infatti non ho neanche le dosi da darvi: si sistemano delle zollette di zucchero (anche di canna, per giocare sul "chiaro-scuro") in un barattolo a chiusura ermetica, alternandole con qualunque cosa le si voglia aromatizzare (foglie di menta, di salvia, bucce di arancio o mandarino, liquirizie nere o in tronchetti, anice, basilico e chi più ne ha più ne metta...) e si ricopre poi il tutto con dell'alcool a 95°. Si tiene al chiuso, in fondo ad una credenza, per almeno un mesetto (anche se dipende da cosa si è utilizzato per aromatizzare... ad esempio con le liquirizie che ho usato io meglio 50/60 giorni) e poi si gustano.
Particolare da non trascurare, se non volete finire all'ospedale con la lingua ustionata (sia dall'alcool che dalla fiamma)...: prima di gustarle, le zollette vanno poggiate su un cucchiaio o un cucchiaino e gli si deve dar fuoco con un fiammifero o un accendino facendo "fiammeggiare" per pochi secondi, così l'alcool evapora e rimane lo zucchero aromatizzato.
Ancora un paio di consigli: date fuoco alla zolletta per una decina di secondi, non di più (altrimenti lo zucchero inizia a caramellizzare) e prima di metterle in bocca attendete qualche secondo (così la zolletta si fredda un po' e non rischiate un "effetto Fantozzi".

11 aprile 2009

09 aprile 2009

CHE TRAGEDIA......

Adriano l' "Imperatore", stravolto per essere stato lasciato dalla fidanzata, potrebbe lasciare il calcio giocato a 27 anni...... CHE TRAGEDIA !!!

Daniela, la hostess dell'Alitalia, rifiuta la chiamata di Emilio Fede...... CHE TRAGEDIA !!!

Angelina Jolie, stremata per colpa della dieta liquida, collassa sul set...... CHE TRAGEDIA !!!

I ristoranti per Pasqua sono già tutti pieni...... CHE TRAGEDIA !!!

Al Grande Fratello tutti litigano...... CHE TRAGEDIA !!!

Ma si scrive "A L'Aquila" o "All'Aquila": i luminari si interrogano (fonte Ansa)...... CHE TRAGEDIA !!!
La Lazio, in vista del derby, sta in ritiro a Norcia...... CHE TRAGEDIA !!!

Purtroppo l'Aeronautica militare non può proprio annullare le celebrazioni del giuramento dei cadetti del corso Leone V a Pozzuoli, con tanto di banda, buffet e Frecce Tricolori...... CHE TRAGEDIA !!!

A Chiavari (nomen omen) sesso in cattedrale, ma è "episodio isolato"......CHE TRAGEDIA !!!

Corona: la Moric non vuole che il figlio veda Belen ......CHE TRAGEDIA !!!


E POI C'E'...... QUESTO:




E QUESTO......

Fotografie da http://www.virgilio.it/

DA "EL BULLI" A...... "ER BULLO"

A gennaio, su suggerimento della mia foodbloggermammaadottiva Lory, sono andato a fare una passeggiata sul sito di Kalis gastronomie: sinceramente sapevo già cosa volessi ma ho scoperto tante altre cosine curiose e soltanto con una grande prova di volotà sono riuscito a non comprare metà dell'orbe terracqueo !
Quello che avevo messo nel mirino da tempo erano due polverine magiche (Lattato di Calcio ed Alginato di Sodio) ...nientaltro che due addensanti che Ferràn Adrià negli ultimi anni, assieme alle sue schiume sifonate, ha reso famosi (oddio, nella cucina molecolare ci sarebbe anche il gelato fatto con l'azoto liquido, ma quello è un altro discorso...).
Ne avevo visto la presentazione in una puntata de "La Prova del cuoco" un paio di anni fa e poi ne avevo riscoperto l'uso da parte di Adrià e di altri cuochi: sto parlando della sferificazione degli alimenti (portati prima allo stato liquido). Il fatto di poter servire del "caviale" di pomodoro, di menta, di arancia, di olio ecc. ecc. mi ha conquistato subito...
In effetti avrei sempre desiderato realizzare un Irish Coffee sferificato, e non è detto che con un po' di studio e di applicazione non ci possa un giorno riuscire... Il mio primo esperimento è stato con il caffè, che avete visto QUI; ma, affascinato dai possibili giochi di colori e sapori, un paio di giorni dopo mi sono voluto cimentare in un dessert patriottico (in serata c'era Italia - Irlanda): un semplice bicchierino di panna montata con decorazioni di caviale di menta ed arancia.
Ho quindi sciolto il contenuto di una bustina (2 grammi) di Alginato di Sodio in tre bicchierini da circa 70 ml. ciascuno di succo di menta, succo d'arancia e caffè (in verità 60 ml. di succo e 10 ml d'acqua) e mescolato fino a completa soluzione; ho poi messo in contenuto di una bustina di Cloruro di Calcio (6 grammi) in 200 ml. d'acqua. Se aggiungete un pizzico di zucchero (fino a 10 grammi totali) nei succhi, la soluzione della polvere nel liquido sarà ancora migliore.

L'alginato si può "sferificare" (rendere il succo addizionato praticamente una pallina di gel) in tre modi: "SFERIFICAZIONE" (creando delle vere e proprie perle - quello che ho fatto io - o un "caviale", facendo gocciare i succhi nella preparazione di acqua e Lattato di Calcio), "SFERIFICAZIONE INVERSA" (creando delle perle o delle palline più grandi, preparando un bagno di Alginato e facendovi colare la preparazione a base di Calcio) oppure una "PRESA DI MASSA" (l'Alginato è "integrato" in un liquido o un succo con diversi ingredienti e mescolato rapidamente con una seconda soluzione liquida contenente Calcio).

Io, come detto, ho provato direttamente la sferificazione.Ho quindi sciolto il Lattato di Calcio nei 200 ml. di acqua e l'Alginato nei tre succhi, mescolato bene con una piccola frusta per qualche secondo, ed aspirato il succo con una siringa piccola (da 1 ml.). Ho poi lasciato gocciare il liquido dalla siringa nella soluzione acqua/Lattato ed immediatamente si sono formate delle piccole palline di gel con il succo.


07 aprile 2009

DIAMO.... I NUMERI AL LOTTO !!!!!

Sicuramente ora ci sarà pure chi si giocherà al lotto l'11 (terremoto), il 90 (la paura) o l'1 (l'Italia). Ma... se per una volta non si vincesse niente ?!

CHIEDIAMO CHE VENGA AZZERATO IL MONTEPREMI DEL SUPERENALOTTO (E CI POSSIAMO METTERE ANCHE I SOLDI NON RISCOSSI NELLE ESTRAZIONI DELLE VARIE LOTTERIE NAZIONALI), E DONIAMOLO A CHI NE HA BISOGNO IN ABRUZZO (MA ANCHE ANCORA IN UMBRIA, IN IRPINIA, IN VENETO... !!!
Sinceramente penso sia preferibile un intervento statale, debitamente "controllato" (magari girando i soldi alla Protezione Civile ed alla Croce Rossa, per acquistare alimenti, medicinali, stufette, e quanto possa essere di maggior occorrenza in questi primi giorni di emergenza) piuttosto che decine di diverse raccolte di fondi che potrebbero disperdere quanto raccolto.

05 aprile 2009

AGGIO FATT' U RICUTTARO

E si, era diverso tempo che avevo letto dei post in alcuni forum di cucina su come fare il formaggio in casa (dopo il pane, il latticello ed il burro bisogna pure "evolvere", non pensate?) e, finalmente ho preso il coraggio a 4 mani ed ho fatto la mia prima ricotta.
Malgrado Claudia non si sia fidata ad assagiarla (peggio per lei) devo dire che sono veramente contento della riuscita del primo tentativo. E non pensavo fosse così semplice produrla...
Servono soltanto:
1 litro di latte intero (se trovate il "latte crudo" ancora meglio)
40/50 ml. di succo di limone (mezzo limone)
1 cucchiaino di sale fino
termometro da cucina, frusta per mescolare il latte sul fuoco ed una piccola fascella dove mettere a scolare la cagliata di latte.
Si mette il latte sul fuoco (io ho ridotto le quantità ed ho utilizzato mezzo litro di latte intero e 300 ml. di panna) portandolo a 90° ed aggiungendo durante la cottura il cucchiaino di sale.
Una volta raggiunti i 90° si aggiunge il succo di limone e si mescola con la frusta per qualche minuto, mantenendo la temperatura costante sui 90°.
Si lascia riposare per circa 15/20 minuti e poi si cola il tutto in una insalatiera, dove si lascia riposare (e solidificare) ancora per un'ora circa.
Ottenuta la cagliata si raccoglie con uno scolapasta e si sistema nella fascella ("sospesa" su un pentolino in modo che il siero coli sul fondo) e si pone in frigo per un'oretta circa a solidificare ulteriormente.
Per inaugurarla non l'ho spalmata sul pane ne mangiata a cucchiaiate ma l'ho accompagnata a del caffè sferificato...... MA QUESTA E' UN'ALTRA STORIA.......

TO BE...... PROSEGUED !!!!
HAHAHAHAHA

02 aprile 2009

CARPACCIO DI TONNO ALL'ARANCIA

POST TRIPLO

Come i fedelissimi (o i "malati", a voi la scelta del termine) avranno letto su Facebook sabato è stata una giornata massacrante, pur se piacevole, culminata con l'arrivo dell'ora legale, che ci ha fatto dormire anche un'ora in meno.
Dopo aver accompagnato la figlia grande all'aeroporto (partiva alle 9.15 quindi... sveglia 3 ore prima !!!) siamo andati alla posta (che bello trovare solo 20 persone in fila..... oramai non capita più neanche alla posta del paese) e poi a fare la spesa dal nostro pescivendolo preferito, in Via del Porto Fluviale. Appena ho visto questo tonno non ho saputo resistere e me ne sono fatto tagliare un trancio di quasi 3 centimetri di spessore. Era sicuramente un peccato surgelare un tonno simile quindi mi è subito venuta in mente la raccolta de "i 5 matti" (pardon... quelli erano i protagonisti di alcuni film "comici" o, meglio, demenziali, francesi degli anni '70), i "5 tzatzikari" più simpatici d'Italia: "CI PIACE UN SUCCO".

Quindi ho subito sfilettato il trancio con i miei nuovissimi coltelli di ceramica (BELLI NEEEE' !!! Me li ha regalati Claudia per San Valentino... devo considerare un doppio fine secondo voi ? :-D). Devo dire che mi sono trovato benissimo ed in pochi minuti avevo fatto già il tonno a dadini, pronto per essere messo a macerare, volendone fare un carpaccio.

Ho quindi preso dell'olio (quello buono, fruttato e profumato), il succo di mezzo limone e quello di poco meno di mezza arancia, una grattatina di pepe di Sechwan, di pepe rosso e nero, un pizzico di Sel de Guerande affumicato ed un paio di pizzichi di polvere di buccia d'arancia; ho infine aggiunto un cucchiaino di semi di papavero e mezzo di semi di sesamo. Dopo aver lasciato macerare il tutto in una terrina coperta da un piattino per un'ora e mezza (mescolando di tanto in tanto) ho impiattato questo bel sole giallorosso (al centro ho messo dei pezzetti di arancia tagliati a nudo), dopo aver dato un'altra spolveratina con un pizzico di buccia d'arancia ed una grattatina di pepe.
E qualcuno ha anche provato ad intromettersi.....